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sabato 12 settembre 2009

Memorie di terra: FELICE RICCI ultimo cocciaro di Vetralla

Memorie e suoni di Terra

conversazioni con i Maestri costruttori di ceramiche sonore



Quello che pubblichiamo di seguito è il primo di una serie di serie di approfondimenti sui Maestri artigiani costruttori di fischietti del presente e del passato. Il nostro obiettivo è quello di dare un piccolo contributo alla conservazione di memorie e testimonianze preziose per la nostra cultura: quelle dei maestri che hanno vissuto in prima persona la fase tradizionale della produzione di fischietti; artigiani depositari di una tradizione secolare che fino a pochi decenni fa preparavano da soli – e con grande fatica - materie prime come creta e colori, usavano forni alimentati a legna, e magari provvedevano direttamente anche alla vendita dei loro manufatti, girando con i loro banchetti feste patronali e mercati.

Per questa ragione ci concentreremo maggiormente su quegli artigiani che
abbiano un collegamento diretto con una produzione di tipo tradizionale, e questo a prescindere dalla loro notorietà, dalle loro quotazioni di mercato e dalla loro raffinatezza formale. La fonte principale di questo lavoro di ricerca sarà costituita da interviste realizzate con gli artigiani viventi, ma anche con le persone che sono state vicine ai maestri scomparsi, e che magari da loro hanno appreso le tecniche di produzione. Non trascureremo naturalmente le altre fonti, tutte le volte che queste saranno reperibili.
In questo viaggio – che attraverserà tutte le regioni italiane dove esiste una tradizione di produzione di ceramica sonora – cercheremo di approfondire aspetti come le “dinastie” di Maestri figuli dei vari centri di produzione; le tecniche per modellare, cuocere, colorare i pezzi; i soggetti dei fischietti tra continuità e inventiva del singolo artigiano; il “mercato” dei manufatti e la sua evoluzione e così via. I pezzi saranno curati, insieme all’Associazione Genius Loci, da
Massimiliano Trulli - di Triggiano (Bari) - ricercatore esperto di servizi sociali per professione, ed appassionato di ceramiche sonore nel tempo libero. Arrivederci alla prossima tappa del viaggio. Ci auguriamo che vi appassioni!


MEMORIE E SUONI DI TERRA

conv
ersazioni con i Maestri costruttori di ceramiche sonore

FELICE RICCI (CHECCO LALLO)
ultimo cocciaro di Vetralla




La Pro Loco di Vetralla ci aveva assicurato che non ci sarebbe stato difficile trovare Felice Ricci, l’ultimo “cocciaro” – ovvero artigiano della terracotta e dei fischietti - rimasto in paese. Ci sarebbe bastato arrivare al centro e chiedere di lui, o meglio ancora di “Checco Lallo” - il soprannome con il quale tutti lo conoscono in questo paese del viterbese. E di fatti lo troviamo se nza alcuno sforzo, convincendolo a parlarci del suo mestiere ed a mostrarci il suo a dir poco sorprendente laboratorio, costituito da una grotta scavata nel tufo. Non è una esagerazione dire che entrare nella bottega di Checco Lallo significa fare un salto indietro nel tempo. Se non fosse per alcuni flebili indizi di modernità aggiunti negli ultimi decenni – come le fioche lampadine che illuminano gli ambienti, o il forno elettrico – si potrebbe tranquillamente trattare di una bottega di 100 o anche 2 00 anni fa, o della ricostruzione di un antico laboratorio di ceramica fatta a scopo dimostrativo da un museo di arti e tradizioni popolari. Gli ambienti scavati nel tufo, il tornio di legno a pedale, i tre forni alimentati a legna, sono tutte testimonianze preziose di un mestiere tramandato di generazione in generazione attenendosi a tecniche e metodi produttivi rigidamente tradizionali.

La storia di Vetralla si intreccia da secoli con la produzione della terracotta. Ampiamente documentata dal locale museo è la produzione medievale. Soggetti e tipo di decorazione delle ceramiche vetrallesi presentano comunque un’accentuata omogeneità stilistica con la produzione dei centri dell’Alto Lazio (Tuscania, Viterbo, Vasanello, Sutri), ma anche di Toscana e Umbria (Ficulle). A Vetralla le botteghe – in realtà grotte scavate nel tufo - si concentravano su via dei Pilari, la strada che porta dal centro del paese alla contrada Mazzocc hio. All’interno delle grotte si depurava l’argilla, la si modellava, la si cuoceva nei forni a legna. La materia prima era invece ricavata dalle cave del vicino Monte Panese. I produttori di terracotta erano designati come “cocciari”, ma anche “pignattari”, o ancora “pilari” - da cui prende appunto origine il nome della via delle botteghe. Tra le più note famiglie di artigiani della terracotta ricordiamo - oltre ai Ricci - anche i Paolocci, i Gambellini, i Pistella. La loro presenza è documentata a Vetralla per lo meno dalla metà del secolo XIX.[2]
I produttori di terracotta continuavano ad essere numerosi a Vetralla fino alla metà del novecento. Ricci ricorda che quando lui era giovane ce n’erano attive almeno 14. “Prima della guerra saranno state pure di più. Di qui fino in fondo alla strada erano tutte grotte, mica c’era qualche bottega fabbricata con i mattoni! E facevano tutte questo mestiere. La mia famiglia aveva tre botteghe. E poi c’erano i Paolocci, i Pistella…Tutte famiglie che ce se campava”. La tradizione vetrallese voleva che i diversi artigiani o le diverse botteghe fossero designate con altrettanti soprannomi (“Qui si va tutti a soprannomi. Checco Lallo, Scimmia, Lecca Lume, Cicche Ciocce, Sorca...”). In particolare Checco Lallo è il soprannome che designa l’intera famiglia Ricci. Il soprannome prende origine da Ilario, nonno di Felice, ed ha identificat o anche il papà Francesco e il fratello Angelo. Checco Lallo ci racconta di un mestiere fatto con passione ma anche molto duro: “Io non lo augurerei ai giovani d’oggi di fare un mestiere come era qui 100-200 anni fa, ai tempi di mio Nonno, o di quando io ero piccoletto, 80 anni fa. Si soffriva il freddo, il caldo, l’umidità; bisognava andare a scavare la terra con piccone e pala, portarla col somaro, pulirla e impastarla a mano, sorvegliare il fuoco una notte e una giornata intera. Mica come adesso, che si trova tutto pronto: forno elettrico, creta, vernici… Ora che cambia il tempo e fino a maggio è dura lavorare con l’umidità. E di estate era anche peggio, perché di inverno almeno accendi il forno per riscaldare”. Per quanto riguarda i fischietti, Ricci ricorda che si trattava di una produzione economicamente marginale della bottega. Erano venduti prevalentemente ai bambini durante le fiere e i mercati di paese.

Ma il reddito principale proveniva dalla vendita dei “cocci” da cucina: stoviglie, recipienti per la conservazione di bevande e alimenti, tegami da fuoco. In entrambi i casi – fischietti e altro tipo di prodotti - erano le stesse famiglie degli artigiani ad occuparsi della vendita. “Ognuno andava a un paese: chi Viterbo, chi Sutri, Monterosi, Civitavecchia, Monte Romano: tutte le fiere e i mercati che si facevano una volta a settimana. Si andava via con il carretto e toccava starci giù un giorno e una notte”. Alla base di questo sistema di distribuzione e commercializzazione, prevalentemente circoscritto all’area della Tuscia laziale, vi era una distribuzione delle aree di competenza tra le diverse famiglie di produttori.[3] La tipologia di soggetti dei fischietti era piuttosto limitata e comune a tutte le botteghe.“Avevano la forma degli animali: c’era la vacca, c’era i somarelli, il cavalluccio e il cavaliere sopra. I fischietti erano quelli. Le forme erano sempre quelle, cambiava solo la mano a seconda delle diverse botteghe. Lo stesso per piatti, bicchieri, vasi, pignatte: chi le faceva più panciute, chi con la bocca più grande chi più piccola, ma la forma era sempre quella”. La particolare qualità di creta ricavata dal monte Panese – piuttosto scura – e il suo rivestimento di cristallina, conferisce alle terracotte di Vetralla un colore che le ha valso il nome di “ceramica rossa”. La cottura avveniva in due fasi: una prima per ricavare il prodotto grezzo ed una seconda – a temperatura più alta - per fissare la vernice trasparente detta cristallina.

Il forno bisognava farlo andare mezza nottata e una giornata per la prima cottura. Poi con la cristallina, per fonderla tutta, ci volevano 8, 9 ore, o anche 10. Pian piano devi far salire la temperatura. 8 ore di sicuro, perché devi raggiungere una certa temperatura, sinnò la cristallina non viene: o a legna o a gas, o a elettricità la temperatura deve essere comunque quella”. La colorazione si limitava a decorazioni gialle e verdi – piuttosto scarne o persino assenti sui fischietti, a volte più elaborate sui pezzi di maggiori dimensioni. Si trattava dei colori più facilmente disponibili e ricavabili dagli stessi artigiani con l’uso dei materiali locali. “Il giallo era ricavato da antimonio e terra bianca, un impasto che facevamo noi a mano. Il verde veniva dalla ramina, che ci procuravamo da chi faceva il rame. Facendo gli oggetti di rame usciva fuori lo scarto fine. Si metteva a mollo, si passava, e si faceva il colore. Poi si passava la vernice chiamata la cristallina. Prima facevamo tutto noi. Ora i barattoli sono belli e fatti, come questi”. A Vetralla ed in altri centri laziali ed umbri (Tuscania, Ficulle, Bagnoregio, ecc) era presente anche un diverso tipo di decorazione, caratterizzato da macchie color bruno o manganese. I motivi decorativi di Vetralla rappresentano tradizionalmente soggetti floreali, con alcune variazioni sul tema che caratterizzavano la produzione delle diverse botteghe. Le decorazioni a foglia di ulivo caratterizzavano ad esempio le botteghe dei Ricci e dei Gambellini, mentre i diversi rami della famiglia Paolocci rappresentavano in alcuni casi le rose, in altri ancora l’ulivo, ma anche margherite e quadrifoglio.[4] “Sulla ceramica si fanno ornamenti differenti: animali, fusti...Qui ci si facevano le foglie e i fiori, questi sono i disegni più conosciuti di Vetralla”. Ricorda ancora Ricci: “A quel tempo nelle famiglie che lavoravano la terracotta davano tutti una mano a fa: moglie, figli, marito, cugini, nipoti”. I lavoranti della bottega erano quasi tutti famigliari del capofamiglia, ed ognuno aveva un suo compito preciso all’interno di una sorta di gerarchia produttiva: spesso ai giovani venivano affidati i compiti dello scavo e della raccolta della creta, o il lavoro di prima “sgrossatura” dei pezzi in seguito rifiniti da capofamiglia ed artigiani più esperti. Alle donne spettava di solito il lavoro di decorazione.

Checco Lallo, c
he ha ormai superato la soglia degli 80 anni, ha smesso di lavorare la terracotta. Con lui è cessata la produzione dell’ultima grotta-laboratorio di Vetralla. L’artigiano ne parla non senza una punta di rammarico: “Sono 4 anni che non faccio più niente. Ho smesso come hanno fatto tutti. Se vi fate una passeggiata per via dei Pilari vedete tutto chiuso. E’ finito tutto e tutto abbandonato. Ora ci sono cose fatte a macchina, più rifinite, con terra migliore. E’ un mestiere finito, come il fabbro, o i tessitori che facevano i vestiti con la canapa. Anche quei mestieri sono finiti: ci sono le macchine”.

Per fortuna è possibile vedere ancora oggi alcuni splendidi pezzi di Ricci – fischietti e non solo - esposti al Museo del Territorio di Vetralla, insieme ad alcuni utensili della bottega, compresa la carriola usata per il trasporto della creta. Sul sito web http://www.musei-lazio.it/canonica-vetralla/ è visibile un video di Checco Lallo all’opera nella sua bottega.

Alcune belle immagini della bottega e delle opere di Checco Lallo sono invece visibili sul calendario a lui dedicato, sulla pagina http://www.ghaleb.it/calendario2007/calendario_2007.htm.





[1] Elisabetta De Minicis (cur.), Museo della Città e del Territorio, Vetralla – la sezione Ceramica, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2005

[2] E. De Minicis, op. cit.
[3] Luciano Marziano, “La Ceramica di Vetralla”, in D’A, rivista trimestrale di artigianato ed arti decorative, Anno XIX N° 1 (71), Gen/Mar 2008

[4] E. De Dominicis, op. cit.


Fonti foto
proprietà Massimiliano Trulli tranne le seguenti:
n. 4 - http://www.antichitera.it
n. 7 - http://www.elegantetruria.com

venerdì 11 settembre 2009

Di terra e d'arte: Le terre di Vito Moccia

DI TERRA E D'ARTE
LE TERRE DI VITO MOCCIA

CAMPI SALENTINA
12-17 Settembre 2009


Interprete di un arte povera ma estremamente significativa che a Rutigliano ha radici antiche e consolidate: la creazione di fischietti antropomorfi.
Vito Moccia trasmette alla sua produzione tutto il genuino afetto per la sua terra, gli usi i costumi, i momenti di vita colti nella caratteristica quotidianità paesana. Una proposta, la sua, decisamente diversa dalla tradizionale produzione 'fischiettara' locale poichè si indirizza su personaggi umili, quelli che ogni giorno 'colorano' con la loro vivace presenza le bianche viuzze del borgo medioevale di Rutigliano. Fischietti realizzati interamente a Mano e prodotti in numero limitatissimo di copie.
www.mocciaterrecotte.it

domenica 6 settembre 2009

12 settembre: giornata senza sacchetti di plastica!


Porta la Sporta!

Liberiamoci dai sacchetti di plastica

di Paola Zanca
05 Settembre 2009

Fonte Articolo: link



Dovrebbe diventare una buona abitudine quotidiana, ma per ora cominciamo a farne a meno almeno per un giorno. Giusto per vedere l'effetto che fa. Sabato 12 settembre è la prima giornata internazionale senza sacchetti di plastica. Porta la sporta, è il nome della campagna organizzata dall'associazione Comuni Virtuosi insieme a MCS, Marine Conservation Society, una società inglese no profit che si occupa della tutela dell'ecosistema marino.

Già, perchè buste e sacchetti non sono solo un danno immediato per l'ambiente e uno spreco di risorse energetiche, visto che sono derivati dal petrolio, ma attraverso gli scarichi e i corsi d'acqua si trasformano in devastanti assassini per gli organismi che vivono nei mari e negli oceani.

L'International Plastic Bag Free Day è alla sua prima edizione, ma nel mondo sono già diverse le iniziative a sostegno della lotta allo spreco di plastica. Una catena di supermercati americani, ad esempio, ha indetto un concorso per la creazione di borse riutilizzabili di design, mentre in Gran Bretagna si sta costruendo una rete delle Città libere dalle buste di plastica. Per chi ha dimestichezza con ago e filo, è nato addirittura un movimento di “guerrilla” sociale: si chiama Morsbags, e in poche mosse vi spiega come costruirvi la vostra borsa per la spesa rigorosamente ecologica.

Obiettivo della campagna italiana è soprattutto quello di convincere gli amministratori locali a impegnarsi attivamente, mettendo in pratica strumenti di dissuasione dall'uso di buste, che potrebbero arrivare fino alla messa al bando degli odiati sacchetti: finora a Porta la sporta hanno aderito le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche ed Emilia Romagna, e soprattutto moltissimi sindaci di piccoli Comuni, dove cominciare a cambiare stile di vita dovrebbe essere più facile.

Dall'inizio dell'anno, nel mondo, di sacchetti e bustine ne abbiamo consumati già più di 335 miliardi: in pratica, un milione al minuto. A chi non fosse abbastanza sconvolto da queste cifre, chiediamo di rispondere alla domanda di Porta la sporta: «Perchè usare per pochi minuti un oggetto che può durare cento anni?»


Link Utili:
www.portalasporta.it
www.nonsprecare.it
www.penisolabella.it
www.morsbags.com
www.comunivirtuosi.org

venerdì 21 agosto 2009

Per Bacco ..quanti bei fischietti!

FISCHIETTI per BACCO!!!


Quella inaugurata alcuni giorni fà a San Giorgio Scarampi (AT) è una mostra da non perdere: è un'omaggio a Bacco dio di luce e socialità e ai figuli "poeti sognatori" che da millenni continuano a modellare nei sentieri della tradizione verso le indefinite e complesse luci dell'innovazione.

I fischietti in terracotta, ricorda Armando Scuto nel catalogo dedicato alla mostra e realizzato dalla Scarampi Foundation, sono nati per caso da una sapiente amalgama di terra, acqua, fuoco ed aria ed hanno racchiuso, nei millenni che hanno provveduto al rito della loro fabbricazione, le molteplici valenze di oggetto d'uso comune, scaramantico, ludici, apotropaici, rituali, magici e, sempre plasmati dalla sapiente mano dell'uomo, un immaginario degno non solamente di essere guardato, ma toccato, accarezzato, portato alla bocca per ottenerne con un semplice soffio un fischio, perfetta imitazione del canto degli uccelli.

Questo nuovo linguaggio è stato capace di avvicin
are l'uomo alla natuta e di stabilirne un indissolubile legame, segno tangibile della sua presenza sulla terra.

Soffio magico, soffio vitale, ha accompagnato l'avventura dell'uomo dalle origini fino ad oggi, racchiudendo in sè lo spirito creativo del suo genio costruttore.


Legati alla civiltà contadina, pastorale e montana definitivamente abbabdonata e alla relazione con l'are religiosa, in un percorso di maturazione della stessa civiltà che liaveva creati, assunsero quasi esclusivamente il ruolo di giocattoli presenti su bancarelle delle fiere paesane e per secoli sono stati oggetto di desiderio di bambini.



La mostra è aperta fino al 23 settembre 2009. Luogo della mostra è l'Oratorio dell'Immacolata in Via Brofferio 10, San Giorgio Scarampi - Asti

Le foto dell'articolo nell'ordine si riferiscono a: La Copertina del Catalogo della mostra "Bacco ed i suoni dell'anima - Fischietto in terracotta di Onofrio Chieco - Fischietto di Fuga Mariano - Fischietto di Federico Bonaldi - Fischietto di Mangani Lisa - Fischietto di Serghej Birdan - Sono state gentilmente concesse da Armando Scuto





Approfondimento:
I collezionisti di ceramiche sonore
Armando Scuto


Armando Scuto, medico umanista vive a Cuneo e dedica gran parte del tempo libero alla ricerca ed allo studio delle varie espressioni artistiche legate alla tradizione popolare. In modo particolare si dedica al collezionismo di fischietti in terracotta in una ricerca storica ed antropologica del ruolo che un soggetto così povero e semplice ricopre nella storia delle tradizioni popolari di tutto il mondo. La sua è una collezione internazionale che comprende parecchie migliaia di esemplari che spaziano per continenti e civiltà in un lasso di tempo di almeno cinque millenni. Un "cuore di terra" che pulsa innanzi a qualsisasi espressione di tradizione popolare.
Ogni fischietto, costruito a stampo o interamente modellato a mano, egli sostiene essere un'opera che racchiude in sè poesia ed arte espresse dal genio costruttore con il complesso e millenario linguaggio della terra; graffiti di storia delle civiltà, fotogrammi di emozioni, tessere di cultura dei popoli che parlano della Dea Madre.
Armando Scuto è stato cofondatore di Anemos, associazione nata con lo scopo di riceracre, studiare e promuovere le ceramiche a fiato nel mondo e di cui ricopre il ruolo di Presidente. Autore di numerosi testi e realtore di conferenze sulle ceramiche sonanti, A. Scuto attualmente e alla ricerca di una possibile fruibilità del fischietto in terracotta nel designer di ogetti di uso quotidiano come un ritorno arcaico al forte valore protettivo all'interno delle mura domestiche.

Le informazioni presenti in questo articolo sono liberamente tratte dal Catalogo della mostra "Bacco ed i suoni dell'anima - Volumetto pubblicato dalla Scarampi Foundation .

venerdì 14 agosto 2009

Bacco e i suoni dell'anima: mostra di terrecotte sonanti



BACCO E I SUONI DELL'ANIMA


Mostra di terrecotte sonanti
15 agosto '09 - 23 settembre '09

Oratorio dell' Immacolata
San Giorgio Scarampi (Asti)


Si inaugura domani 15 agosto 2009 alle ore 17.00 la mostra "Bacco e i suoni dell'anima" dedicata a fischietti in terracotta aventi come tema Bacco, la vendemmia ed il vino.

La mostra è allestita presso l'Oratorio dell'Immacolata nel minuscolo paesino di
San Giorgio Scarampi (AT) abbarbicato sull'alta langa astigiana, a 650 s.l.m. luogo in cui il paesaggio è incontaminato, le case e muri sono in pietra e la poca gente rimasta vive in un tranquillo isolamento dal mondo.
Sarà possibile ammirare 160 ceramiche a fiato appartenenti ai collezionisti A. Scuto, F. Ferraro e G. Valente
(Museo dei cuchi di Cesuna)
I fischietti in ceramica in mostra sono rappresentativi di tutte le regioni italiane.

La mostra sarà aperta fino al 23 settembre 2009.


La mostra è promossa dall'Associazione per l’arte, la cultura e la musica in terra di Langa "Scarampi Foundation"

Per indicazioni sul luogo e sull'ente promotore dell'evento:
www.scarampifoundation.it

venerdì 31 luglio 2009

La crapiata e l'olio: una bontà tutta materana!


1 AGOSTO: FESTA DELLA CRAPIATA:
insieme si celebra la terra ed il raccolto!!!


Anche quest'anno arriva agosto e per noi materani non c'è primo agosto senza "CRAPIATA", piatto tipico di Matera legato alla festa del raccolto e della terra.
Ne abbiamo già parlato alcuni anni fà in un post dedicato a questa festa, che ricorda le antiche usanze della vita in comunità che si conduceva nei Sassi e nei vicinati, proponendo la ricetta per preparare la crapiata (che potete trovare in questo blog cliccando qui!)
Questa volta vogliamo proporvi invece la crapiata materana di Mimmo Montemurro. Il signor Montemurro ha pensato bene di dare la possibilità di assaggiare questa antica ricetta anche a coloro che non hanno il tempo di preparala, o di reperire tutti gli ingrediente necessari o che vogliono portare via con sè i sapori della nostra cucina tradizionale. La crapiata di Mimmo Montemurro dall'antica ricetta di famiglia, e come vuole la tradizione, è una zuppa precotta in acaqua con legumi, patate e grano duro e profumata di alloro. E' ottima condita soltanto con olio extravergine di oliva.

Ed anche se non vivete a Matera ora è possibile assaggiare questa delizia, acquistando delle confezioni di crapiata che vi sranno recapitate dove vorrete!!
Ecco qui le confezioni disponibili ed irelativi costi:

Confezione da 330 gr. € 2,50

Confezione da 500 gr. € 3,50

Confezione da 1 kg. € 5,50





L'olio che si suggerisce per condire la crapiata è quello delle Tenute Zagarella: olio extravergine di oliva che è il risultato di accuarate tecniche di coltivazione integrata, raccolta manuale e molitura a freddo. L'olio viene prodotto con le olive provenienti dagli uliveti dei Fratelli Quarto situati in agro materano e molite nel proprio frantoio entro 24 ore dalla raccolta.



Ecco i prezzi per l'olio: Bottiglia da 250 cl €. 3,80

bottiglia da 500 cl. € 5,00

Ovviamente vi sono i costi di spedizione da aggiungere! Ma per queste informazioni e per le vostre richieste dovrete rivolgervi direttamente ai Fratelli Montemurro
Via Ridola, 77 - 75100 Matera

Tel. 0835 310082 mail: super.emme@in.it

martedì 14 luglio 2009

Scarabocchi Zen d'estate, a Rutigliano


SCARABOCCHIAMO INSIEME …
IN ESTATE!
LO SCARABOCCHIO ZEN

CORSO BASE
laboratorio condotto da Tina Festa

Studio d’Arte Moccia
Rutigliano – Bari
29 luglio 2009 - dalle ore 18 alle 20,00

Un nuovo appuntamento con gli Scarabocchi Zen, questa volta a Rutigliano (Bari)
Ecco qui di seguito tutte le informazioni:
Il laboratorio si terrà presso lo Studio D’ Arte Moccia in via Gioberti a Rutigliano (BA) dalle ore 18,00 alle ore 20,00 del 29 luglio 2009.
Non è necessaria nessuna competenza in campo artistico. Il laboratorio è rivolto a tutti, giovani, anziani, grandi, e piccini a partire da 7 anni. Pertanto sarà anche un modo per passare delle ore insieme, grandi e piccoli.
Ricordo a tutti che questo è ’ un modo insolito di avvicinarsi all´arte:
gli scarabocchi zen insegnano a tutti, grandi e piccoli, che “creativi si diventa”, basta fare le cose “un passo per volta” e con consapevolezza. Si apprenderà una tecnica rilassante che potrà essere coltivata durante le ferie estive per realizzare delle piccole opere d’arte e coltivare il genio creativo che è in ognuno di noi.

Prenotazione da far pervenire a:
Vito Moccia entro il 27 luglio 2009 Tel 349 4958369
Tariffa di partecipazione: Adulti €. 10,00 a persona
Adulto ed un bambino €. 16,00
Il laboratorio è rivolto a tutti, giovani, anziani, grandi, e piccini a partire da 10 anni.
Sarà possibile acquistare materiale specifico per continuare a scarabocchiare a casa! Ed inoltre saranno presentati i prossimi appuntamenti per apprendere le nuove tecniche dello scarabocchio zen. Ecco qui il programma:

1. Tecnica base: Il nero ed i suoi mille colori
2. Il nero incontra il rosso
3. Scarabocchi arcobaleno (uso di tutti i colori)
4. Scarabocchiare su materiali di versi
5. Uso didattico dello scarabocchio zen (come preparare un laboratorio in funzione dell’utenza, quali i materiali, quali i possibili giochi da realizzare per scarabocchiare e sviluppare la creatività…)

venerdì 19 giugno 2009

Fammi un fischio Mostra - Concorso di fischietti - Pertusio 2009



“FAMMI UN FISCHIO”

CAVALLI E CAVALIERI
5ª Mostra Concorso del
fischietto in terracotta

PERTUSIO (TO)
dal 4 al 11 ottobre 2009


Abbiamo ricevuto dall'artista Rossano Cavallari le informazioni relative al prossimo concorso dedicato ai fischietti che si terra a Pertusio. Pubblichiamo subito queste informazioni per dare modo a tutti gli artisti che vorranno prendervi parte di mettere "le mani in pasta" e creare Cavalli e cavalieri col fischio!


Questa è la 5ª edizione della mostra concorso “fammi un fischio”, manifestazione dedicata all’ Arte ed ai bambini. E’ soprattutto una festa, un incontro gioioso in cui le vostre opere sul tema “Cavalli e cavalieri” saranno le principali protagoniste.
Con l’attuale edizione 2009 l'associazione organizzatrice vuole avvicinare al fischietto anche i numerosi bambini ed adulti appassionati di cavalli che ammireranno l'estro creativo degli artisti che invieranno le loro opere.

Ecco il regolamento:

FAMMI UN FISCHIO”
REGOLAMENTO DELLA 5^ MOSTRA CONCORSO DEI FISCHIETTI IN TERRACOTTA
ORGANIZZATA DALLA PRO LOCO DI PERTUSIO (TO)


Art. 1 La PRO LOCO di Pertusio (TO) indice la 5 ª Mostra Concorso dei Fischietti in Terracotta, che si svolgerà dal 4 al 11 ottobre 2009, in occasione della festività di San Firmino. Al concorso potranno partecipare tutti gli artisti e gli artigiani d’Italia, presentando opere inedite in terracotta fischiante.
Art. 2 Il tema del concorso è “CAVALLI E CAVALIERI”,. I fischietti potranno essere realizzati con qualsiasi tecnica ceramica; è consentito l’eventuale inserimento di materiale non ceramico, purchè limitato. Il fischio dell’opera dovrà risultare armonioso e in sintonia con la forma e l’espressività della stessa.
Art. 3 I partecipanti potranno presentare a Concorso da un minimo di due ad un massimo di tre opere; la dimensione di ogni opera non potrà essere superiore a cm. 30x25x25, l’inosservanza del tema e dei requisiti di cui al presente articolo non permetterà la partecipazione al concorso.
Art. 4 Ogni opera dovrà recare nome e cognome dell’artista apposti sotto la base del manufatto.
Art. 5 I premi, non cumulabili, da assegnare agli Autori delle opere vincitrici di concorso saranno i seguenti:
All’ Autore dell’opera 1ª classificata: 300 euro
“ 2ª “ 250 euro
“ 3ª “ 200 euro
“ 4ª e 5 ª “ 150 euro (premi acquisto)
Alle ore 16,00 di domenica 11 ottobre si procederà alla proclamazione ed alla premiazione delle opere vincitrici. I risultati della Giuria, nominata dalla Pro Loco sono insindacabili ed inappellabili e saranno adeguatamente pubblicizzati.
Art. 6 I concorrenti dovranno far pervenire le opere inderogabilmente
entro il giorno 20 settembre 2009 al seguente indirizzo:
Segreteria della 5 ª Mostra Concorso del Fischietto in Terracotta
c/o Gilberto Ronchi – Via San Firmino 17 – 10080 Pertusio (TO)

Le opere dovranno essere accompagnate da una scheda di adesione compilata e sottoscritta dall’artista, come da fac simile allegato. Per l’adesione non è richiesta alcuna quota di partecipazione.
Art. 7 Le opere rimarranno esposte al pubblico dal giorno 4 al giorno 11 ottobre 2009. E’ fatto divieto agli Autori di vendere le opere a concorso prima della conclusione della mostra.
Art. 8 L’adesione dei Partecipanti alla mostra autorizza gli organizzatori a pubblicare le immagini delle opere ai fini della valorizzazione dell’evento artistico, in qualunque forma, senza che gli Autori possano avanzare pretesa alcuna.
Art. 9 Le opere partecipanti dovranno essere consegnate a mano o inviate porto franco. L’apertura dei pacchi contenenti le opere a concorso avverrà a cura della segreteria che ne verificherà l’integrità. Nel caso in cui all’apertura del pacco le opere risultassero danneggiate verrà data tempestiva comunicazione al mittente. Durante tutto il periodo espositivo, 4/11 ottobre 2008, gli organizzatori assicureranno i pezzi contro furti e rotture.
Art. 10 Le opere premiate rimarranno di proprietà della PRO LOCO. Le opere non premiate potranno essere ritirate a semplice richiesta dell’autore entro il mese di gennaio 2009, o concordando con la segreteria della mostra le modalità di restituzione. Tutte le opere premiate e non premiate che gli Autori vorranno donare alla PRO LOCO verranno adeguatamente conservate e valorizzate nel costituendo museo.
Art. 11 Il valore dei singoli pezzi indicato dall’Autore ha valore ai soli fini di eventuale autorizzazione alla vendita a fine mostra e non comporta alcun vincolo per l’Associazione ai fini dell’assegnazione dei premi del concorso.
Art. 12 La partecipazione alla 5 ª Mostra Concorso del Fischietto in Terracotta implica l’accettazione di tutte le norme contenute nel presente regolamento.

E’IMPORTANTE ricordare che è obiettivo della Pro Loco di Pertusio sviluppare in Piemonte l’interesse per il fischietto in terracotta, pertanto si richiede agli artisti di autorizzare l’eventuale esposizione delle loro opere anche in altri importanti eventi della Regione entro l’anno 2009.

LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE DEVE PERVENIRE ENTRO E NON OLTRE IL 10 SETTEMBRE 2009 con questi dati:
Nome e cognome dell’artista: ……………………………………………………………………….
Indirizzo: …………………………………………………………………………………………….
Telefono/ e-mail: …………………………………………………………………………………….
Fischietto n. 1, titolo: ………………………………………………valore € …………..
Fischietto n. 2, titolo: ………………………………………………valore € …………..
Fischietto n. 3, titolo: ………………………………………………valore € …………..
Autorizzo/non autorizzo la vendita del/dei fischietto/i, ai prezzi indicati a fine concorso
Autorizzo/non autorizzo l’esposizione delle opere anche in altra data e località Firma

Per informazioni : rossanocav@alice.it

oppure tel: 3492700293 – 3357864800 – 3402664924

martedì 2 giugno 2009

Scarabocchiare a Bari: nuovo appuntamento


LO SCARABOCCHIO ZEN

IL ROSSO ed IL NERO
Primo e Secondo livello!!!!

Laboratori di libera espressione creativa.

CONDOTTO da TINA FESTA
6 GIUGNO 2009 A BARI

LUOGO: PARCO DUE GIUGNO- ENTRATA VIALE ENAUDI.
ORARIO: 17,00- 19,00 (Primo Livello)
17,30 -19,30 (Secondo Livello)

Prenotazione da far pervenire a:
Sibilla Potenza 339.2429314
Email: sibillapotenza@libero.it

Tariffa di partecipazione: €. 10,00 a persona
(Il laboratorio è rivolto ai soli adulti, max 15 persone –)


Chi si iscrive al primo livello (tecnica base con l’uso del solo colore nero) deve presentarsi in studio entro le ore 17,00.

OBIETTIVO:
L’obiettivo del laboratorio è quello di scoprire che la creatività è in ognuno di noi!

Cosa faremo? Realizzeremo gli Intrecci Zen cioè creeremo degli “scarabocchi” usando una tecnica molto semplice ed affascinante che, una volta appresa, può essere continuata e sperimentata personalmente da ognuno.
La tecnica degli Intrecci Zen permette di creare delle piccole opere d´arte con dei motivi che si ripetono.
E’ un modo insolito di avvicinarsi all´arte: gli scarabocchi zen insegnano a tutti, grandi e piccoli, che "creativi si diventa", basta fare le cose "un passo per volta" e con consapevolezza.

In questo secondo appuntamento apprenderemo a “scarabocchiare” utilizzando anche il colore rosso.


6 GIUGNO 2009 DRAWING DAY: che tu sia con noi a scarabocchiare o no, dedica qualche minuto alla GIOIA del DISEGNO E CONDIVIDILA CON IL RESTO DEL MONDO!

domenica 24 maggio 2009

Omaggio a Munari II Edizione - Stage Intensivo a Matera


OMAGGIO A BRUNO MUNARI
Seconda Edizione - ESTATE 2009

STAGE INTENSIVO condotto da Tina Festa
24-28 Agosto
MATERA

Sono aperte le iscrizioni per il corso intensivo "Omaggio a Munari" II Edizione che si terrà a Matera dal 24 al 28 agosto. Tutte le informazioni QUI.
ATTENZIONE: per chi prenota entro il 31 MAGGIO 2009 la spedizione degli elaborati realizzati durante il corso è GRATUITA. (valido solo per spedizioni su territorio nazionale)

(Foto in alto: realizzazione delle maschere di Munari)
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Il 2007 è stato il centenario della nascita di Bruno Munari un grande maestro che ha insegnato a tutti a “vedere l’arcobaleno di profilo”. A partire dal 2007 e per tutto il 2008, per celebrarne l'avvenimento l’Ass. Culturale Genius Loci ha proposto diverse iniziative inserite nella più ampia vetrina delle varie manifestazioni dedicate a Munari e promosse, su scala nazionale ed internazionale.

Anche quest’anno l’Ass. Genius Loci organizza corsi per l'apprendimento di tecniche di didattica delle arti ispirate al metodo "Giocare con l'arte" di Munari. Il corso “Omaggio a Munari”, rivolti ad adulti (docenti, ceramisti, atelieristi e a quanti siano interessati) è organizzato in modalità di corso intensivo estivo ed è a numero chiuso.
Scarica il pieghevole informativo dal sito http://www.tinafesta.wordpress.com/ e guarda il video della I edizione

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