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domenica 23 gennaio 2011

Biennale Internazionale del Fischietto in Terracotta 2011 - CANOVE DI ROANA (VICENZA)

10a Biennale Internazionale del Fischietto in Terracotta

CANOVE DI ROANA (VICENZA)
24 APRILE 2011


Pubblichiamo di seguito il Bando relativo alla Biennale del Fischietto in Terracotta di Canove di Roana.
Tutte le informazioni sul bando (brochure con bando, scheda di adesione e scheda di accompagnamento fischietti) possono essere scaricati dal sito http://www.museodeicuchi.it/

Art. 1
La partecipazione alla 10ª Biennale del Fischietto in Terracotta - Sagra dei Cuchi - Sagra di San Marco - a Canove di Roana (Vicenza) è aperta a tutti coloro che presenteranno le proprie opere realizzate in terracotta e con caratteristiche tipiche della ceramica fischiante.
Art. 2
I partecipanti alla Biennale presenteranno un numero minimo di tre pezzi e massimo di sei. Le opere non dovranno superare le seguenti misure cm 20x15x15. I fischietti che supereranno tali misure saranno esclusi dalla Biennale.
Art. 3
Ogni opera presentata dovrà portare incisi o scritti sotto la base nome e cognome dell’Autore.
Art. 4
Le opere rimarranno esposte dal 24 Aprile al 15 Maggio 2011, nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale in Canove di Roana e successivamente dal 1 Giugno al 30 Settembre 2011 presso il Museo dei Cuchi di Cesuna.
Art. 5
Non è consentita agli autori la vendita dei fischietti partecipanti alla Biennale nel periodo di esposizione al pubblico.
Art. 6
La scheda di adesione, compilata in ogni sua parte, dovrà pervenire inderogabilmente alla segreteria della Biennale entro il 12 Aprile 2011, eventualmente anche a mezzo fax o e-mail info@museodeicuchi.it.
Art. 7
Le opere partecipanti dovranno essere consegnate, o inviate porto franco, presso la sede della segreteria della “10ª Biennale Internazionale del Fischietto in Terracotta” in Via XXVII Aprile, 16 - 36010 Cesuna (VI) entro il 20 Aprile 2011.
Art. 8
Le opere partecipanti verranno esaminate e valutate da una qualificata Commissione giudicatrice. Attestati di partecipazione saranno consegnati a tutti gli autori.
Art. 9
La Giuria, valutata la personalità dei figuli attraverso le opere esaminate assegnerà i seguenti Premi:
1º classificato 1000 euro
2º classificato 600 euro
3º classificato 400 euro
Gli organizzatori istituiscono tre Premi di 300 euro che verranno assegnati dalla stessa giuria
• Miglior fischietto straniero.
• Miglior fischietto modellato
secondo tradizione.
• Miglior fischietto innovativo.
Art. 10
L’adesione dei partecipanti alla Rassegna autorizza gli organizzatori a riprodurre per la stampa di cataloghi e manifesti, senza corresponsione di diritti d’autore, le opere partecipanti. Per il manifesto della XIª Rassegna sarà impiegata, come consuetudine, l’opera del 1º classificato.
Art. 11
È istituito inoltre un premio di 350 euro assegnato da una giuria popolare. Lo spoglio delle schede di giudizio, debitamente sottoscritte e raccolte nel mese di luglio - agosto, in apposita urna sigillata avverrà, alle ore 16,00 del 31 agosto, alla presenza del Sindaco di Roana o di un Suo fiduciario. Terminate le operazioni di spoglio, le schede di votazione saranno conservate dalla direzione del “Museo dei Cuchi” in apposito plico sigillato, per la durata di anni due.
Art. 12
Le opere dei figuli premiati, in tutte le sezioni di premi, unitamente al gruppo presentato da ogni singolo artista, rimarranno di proprietà della Rassegna che si impegna a donarle al “Museo dei Cuchi” per la loro conservazione ed esposizione.
Art. 13
È facoltà, degli Autori delle opere non premiate donare le medesime alla Rassegna che si impegna a destinarle come al precedente punto 12. In caso contrario le opere rimarranno a disposizione degli Autori per mesi due dal termine dell’esposizione (30 Settembre 2011). Trascorsi i termini sopra indicati senza che le opere vengano ritirate, gli Autori automaticamente perderanno i diritti di proprietà.
Art. 14
Gli organizzatori, pur garantendo la massima cura ed attenzione nella conservazione e custodia delle opere, non si assumono alcuna responsabilità per eventuali danni o furti, sia durante il trasporto che i periodi di esposizione.
Art. 15
La partecipazione alla 10ª Biennale Internazionale del Fischietto in Terracotta implica l’accettazione incondizionata di tutte le norme contenute nel presente regolamento.
Non è richiesta alcuna quota di partecipazione.

mercoledì 19 gennaio 2011

I vincitori del concorso di Rutigliano - 2011



I VINCITORI DELLA FIERA DEL FISCHIETTO 
DI RUTIGLIANO
EDIZIONE 2011



La giuria tecnica, composta da Mirella Casamassima, critico d'arte e docente di Storia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Bari, Rossana Bianco, docente del Dipartimento di Lingue e Tradizioni culturali europee all'Università di Bari, Nicola Mangialardi, giornalista di Telenorba e Gianni Capotorto, giornalista e scrittore, esperto di tradizioni popolari, ha decretato vincitrice l'opera “La conquista dell'Unità d'Italia” dell'artista Giovanni Ippolito di Gioia del Colle (Bari).
Al secondo posto si è classificata l'opera “Sveglia!” di Pippo Moresca di Rutigliano (Bari);
al terzo posto l'opera “Sorelle d'Italia” di Pasqua Rosaria Cassano di Bari.
Premi speciali: “Satira”, “Finché la barca va...” di Diego Poloniato di Nove (Vicenza);
“Fischietto innovativo”, “Sull'orizzonte ci aspetta l'unicorno” di Pippo Moresca; segnalata dalla giuria anche l'opera, “Uccello” di Donato Francia di Silvi Marina (Teramo).
Domani sera sarà premiato anche il fischietto più votato dai visitatori della mostra del concorso (aperta al pubblico a Palazzo San Domenico, con ingresso libero, sino al 23 Gennaio): “Incidenti di percorso” di Francesco Laforgia di Rutigliano (Bari); premiati anche le opere vincitrici delle sezioni speciali del concorso riservate alle scuole cittadine.
Info: tel 080.4763748 / 080.4769062 - fax 0804763792 – mail cultura@comune.rutigliano.ba.it

Aggiornamento del 24.01.2011

sabato 15 gennaio 2011

Suono nelle mani. L'arte di Tommaso Niglio, il libro di Antonella Mazzilli

Suono nelle mani. L’arte di Tommaso Niglio.
Il libro di Antonella Mazzilli

“Vi è mai capitato di rimanere affascinati da brani musicali dei quali prima vi travolge la cascata di note e, solo dopo, cominciate a considerare il senso delle parole, scoprendo così che la melodia dell’opera scaturisce soprattutto dall’essenza delle parole e… che tale poesia senza l’aiuto formidabile dei suoni non v’avrebbe mai raggiunto il cuore?
Ebbene, la stessa sensazione probabilmente avrete nello sfogliare questo libro che vi trascinerà in una giostra viennese fatta di ricordi in bianco e nero che si trasformano nei colori accesi della realtà di gioiose e mirabili creazioni artigianali.
Permetterete così ai vostri occhi l’accesso alla poesia dei ricordi di una famiglia materana, umile ed eccezionale per quello che ha prodotto. Cucù, piccole meraviglie di suoni arcaici, forme e colori dell’immaginario fanciullesco, emblemi di una antica solidità familiare, nati dalle mani dell’orgoglioso padre che modellava l’informe massa di argilla proveniente dalla fornace nella quale aveva passato tutta la giornata di lavoro sotto lo sguardo attento e trasognato della prole incuriosita. Era questo l’appuntamento finale di una frugale cena intorno ad un tavolo di legno grande, ma non abbastanza, di una famiglia di dieci persone. Tommaso Niglio rappresenta la terza generazione di costruttori di fischietti, tradizione familiare che nasce molto probabilmente già nella metà dell’Ottocento dal capostipite Nonno Giuseppe. I segreti pervenuti a Tommaso e da Tommaso trasmessi a suo fratello Francesco rappresentano la continuità di saperi antichi.
Con quest’opera si vuole dare una testimonianza concreta a chi, con le sue mani ed il suo cuore, è riuscito a dare suono all’argilla.
PER ACQUISTARE IL LIBRO:
I libri sono in vendita nella cartolibreria Liantonio in Via Lucana 16 a Matera e online su www.liantonio.com
prezzo di copertina € 19,00 

PRENOTA O ACQUISTA IL LIBRO SUONO NELLE MANI - L'ARTE DI TOMMASO NIGLIO
edizione: LaStamperiaEdizioni - Liantonio
dim. 21x21 pagine 365

cliccando su questo link

 L'autrice del libro:
Antonella Mazzilli è nata nel 1965 a Matera. Dopo gli studi in Accademia di Belle Arti lavora nell’ambito della comunicazione visiva mettendo in campo tutte le sue esperienze a partire dal disegno e dalla pittura per arrivare alla fotografia e all’utilizzo dei nuovi strumenti multimediali. Ogni suo progetto prevede una ricerca storica di base ed uno sviluppo del tutto personale ed originale.
Oggi, sposata e madre di due figli, Antonella Mazzilli “gioca” attraverso la propria creatività con la realtà che la circonda scavando nel passato con uno sguardo attento al presente. Ricerca, ironia, astrazione, retorica sono gli ingredienti delle sue elaborazioni grafiche e artistiche capaci di sorprendere e far riflettere.

mercoledì 12 gennaio 2011

Fiera del fischietto in terracotta - Rutigliano 2011


Rutigliano, XXIII concorso fischietto in terracotta 
da domani si parte
di Gianni Capotorto 

RUTIGLIANO - Il 23esimo concorso nazionale del fischietto in terracotta «Città di Rutigliano» apre i battenti domani, giovedì. Le 58 opere ammesse in gara sono state realizzate dai principali esponenti italiani dell’arte della terracotta. Il gruppo più cospicuo, 19 artisti, è quello pugliese (13 solo di Rutigliano, tre di Bari, rappresentati anche Conversano, Gioia del Colle e Grottaglie); gli altri artisti in gara giungono da Veneto, Umbria, Abruzzo, Calabria, Toscana e Sicilia. Tutti si sono cimentati con il tema «Fischietti e Unità d’Italia», scelto per questa edizione in occasione delle celebrazioni del 150esimo anniversario della nascita dello Stato italiano.

La cerimonia di inaugurazione della mostra delle opere in concorso è in programma alle 18.30 a Palazzo San Domenico, sede del Museo civico del Fischietto di terracotta, con gli interventi del sindaco Roberto Romagno e dell’assessore comunale al Turismo Gianvito Defilippis. Una giuria tecnica di esperti sceglierà i fischietti più belli, ai cui autori verranno assegnati premi acquisto (1.300 euro al primo classificato, 600 euro al secondo, 400 euro al terzo) e il «Fisoro», il trofeo creato dall’orafo Vincenzo Delliturri; la giuria, che si riunirà stamattina, avrà anche il compito di individuare l’opera destinataria del premio speciale per la satira.

Come ogni anno, però, anche i visitatori della mostra potranno votare il fischietto preferito in un apposito seggio elettorale allestito sabato 16 e domenica 17 gennaio: all’opera più votata andrà il premio «Fischietto popolare 2011».

Domani sera nel corso della cerimonia sarà presentata anche l’opera in terracotta realizzata dal maestro rutiglianese Vito Moccia, dedicata a Mario Monicelli, il regista e sceneggiatore tra i principali esponenti della commedia all’italiana, recentemente scomparso. Prevista anche una relazione del giornalista Emanuele Cazzolla che illustrerà la storia del concorso.

Oltre alla mostra delle opere in gara, per la prima volta Palazzo San Domenico ospiterà anche una collettiva di artisti rutiglianesi dal titolo «Contaminazioni d’arte»: esporranno Mariarosaria Colamussi, Giovanna Delliturri, Giuseppe Lombardo, Giuseppe Torello, Valerio Palumbo e Francesco Laforgia.

Fonte articolo : la Gazzetta del Mezzogiorno


Qui il calendario degli eventi. 

Aggiornamento del 15.01.2011 dal sito: comune.rutigliano.ba.it

Ecco la Festa di Sant’Antonio Abate con la sua caratteristica Fiera dei Fischietti in Terracotta, unica del suo genere in Italia.
Dalle ore 7 alle ore 22 di Domenica 16 e Lunedì 17 Gennaio, nella Pineta comunale, un lungo serpentone di chiassose e colorate bancarelle attenderà i numerosi turisti che per l’occasione giungono da tutta Italia, snodandosi tra gli stand gastronomici delle associazioni locali.
I Fischietti in Terracotta, tipici prodotti dell’artigianato rutiglianese, riproducono, spesso in forma caricaturale (il 17 gennaio segna l’inizio del Carnevale), personaggi più o meno noti della città, ma anche del panorama politico nazionale, del mondo dello spettacolo, della TV e dello sport.
Molto diffusi anche i tradizionali “Galli-Fischietti” che per antica usanza ogni uomo regala alla propria donna come dichiarazione d’amore.

Il clou della Fiera è Lunedì 17 Gennaio: in programma spettacoli folcloristici itineranti, la tradizionale benedizione degli animali (ore 15,30) e il lancio di palloni aerostatici (ore 20,00).

Poste Italiane effettuerà un servizio temporaneo di annullo postale speciale a Palazzo San Domenico, sede del Museo civico del Fischietto in Terracotta “Divella”, dove è allestita anche la mostra delle opere in gara per il 23° Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta “Città di Rutigliano”: i visitatori della mostra (ingresso libero) potranno esprimere la propria preferenza votando in un apposito seggio elettorale e concorrere così alla scelta del “Fischietto Popolare 2011”, tra i 58 realizzati da artisti di Puglia, Veneto, Umbria, Toscana, Calabria, Sicilia e Abruzzo.

A Palazzo San Domenico è allestita anche la mostra collettiva di artisti rutiglianesi, “Contaminazioni d’arte”.

Info: tel 080.4763748 / 080.4769062 - fax 0804763792


mail cultura@comune.rutigliano.ba.it


Solo per i giornalisti: 349.7553793

sabato 13 novembre 2010

Concorso di Rutigliano 2010


23° Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta 
“Città di Rutigliano”


Dal sito rutiglianoeventi.it

Scelto il tema del 23° Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta “Città di Rutigliano”: “Fischietti e Unità d’Italia”. Nella tradizionale competizione artistica rutiglianese, gli artisti della terracotta di tutta Italia si confronteranno con un tema che caratterizzerà tutto il 2011 nel 150° anniversario della storica ricorrenza.
“Il nostro concorso si svolge nel mese di Gennaio”, dice l'assessore comunale al Turismo, Gianvito Defilippis, “e con questo tema daremo così il via in Italia alle celebrazioni dell'Unità Nazionale. Un tema che si presta a tante interpretazioni: dalla politica, anche attuale, alla storia, agli usi e ai costumi degli Italiani di ieri e di oggi. Sono convinto che anche quest'anno i maestri della terracotta sapranno sorprenderci con la loro straordinaria creatività”.
Ogni partecipante potrà presentare tre manufatti, di cui uno dovrà essere aderente al tema indicato; tema libero invece per gli altri due che potranno rispecchiare le tradizioni dell'ambito territoriale in cui opera l'autore. Le adesioni al concorso dovranno pervenire entro le ore 12.30 del prossimo 23 Dicembre all'ufficio comunale Cultura e Turismo, mentre le opere dovranno essere inviate o consegnate in porto franco al Museo del Fischietto in Terracotta “Divella” entro le ore 12.30 del 5 Gennaio 2011.
Le misure dei fischietti non dovranno superare i 25 cm. di altezza e i 20 cm. di profondità e di larghezza. Le opere ammesse al concorso saranno esposte al pubblico nel Museo del Fischietto in Terracotta “Divella” (con ingresso libero) dal 13 al 23 gennaio 2011 e verranno valutate da una giuria di esperti: al fischietto primo classificato andrà un premio acquisto di 1.300 euro, al secondo 600 euro, al terzo 400 euro. Premio speciale “Fischietto popolare” per l'opera più votata dai visitatori del Museo.

Info: mail        cultura@comune.rutigliano.ba.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
        tel          080.4763748
        fax         080.4763793

Ecco l'articolo di Gianni Capocorto apparso su lagazzettadelmezzogiorno.it

«Unità d'Italia? Col fischio!»
Rutigliano dedica al 150°
la gara del fischietto in terracotta

RUTIGLIANO - Anche i fischietti celebreranno (ovviamente a «suon» di satira) i 150 anni dell'Unità d'Italia. La giunta comunale ha deciso di dedicare la 23esima edizione del concorso nazionale del fischietto in terracotta «Città di Rutigliano» alla ricorrenza che caratterizzerà il 2011.

«Fischietti e Unità d'Italia» è il tema con cui si cimenteranno artigiani e artisti della terracotta di tutta Italia nella competizione artistica rutiglianese dedicata alla «satira fischiante».

«Capitando a gennaio - afferma l'assessore al Turismo Gianvito Defilippis - il nostro concorso, con questo tema darà in pratica il via in Italia alla serie delle celebrazioni dell'Unità nazionale. Un tema che si presta a tante interpretazioni - prosegue l'assessore -, dalla politica, anche attuale, alla storia, agli usi e ai costumi degli italiani di ieri e di oggi. Sono convinto che anche quest'anno i maestri della terracotta sapranno sorprenderci con la loro straordinaria creatività».

Ogni partecipante potrà presentare un massimo di 3 opere, di cui una dovrà necessariamente essere aderente al tema indicato; tema libero invece per gli altri 2 manufatti che potranno così rispecchiare le tradizioni dell'ambito territoriale in cui opera l'autore.

Le adesioni al concorso dovranno pervenire entro le 12,30 del prossimo 23 dicembre all'ufficio comunale Cultura e Turismo, mentre le opere dovranno essere inviate o consegnate in porto franco al Museo del fischietto in terracotta «Divella» entro le 12,30 del 5 gennaio 2011.

Un altro articolo dedicato al concorso qui:
http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article12677

mercoledì 27 ottobre 2010

I vincitori dei concorsi di Pertusio e Moncalieri - Ed. 2010

 I VINCITORI DEI CONCORSI 
PER FISCHIETTI IN TERRACOTTA 
DI MONCALIERI E PERTUSIO 
- EDIZIONE 2010 - 


Qui di seguito i vincitori dei concorsi per fischietti in Terracotta di Pertusio e Moncalieri.
Ringrazio Aldo Asaro per le informazioni e per le foto - Le foto si riferiscono al concorso di Pertusio


CONCORSO DI MONCALIERI
Hanno partecipato 16 fischiettai e 6 scuole con 45 fischietti e 300 circa realizzati dagli alunni-
Primo premio –Enrica Cinzia Campi-Torino
Secondo e terzo premio ex aequo-Di Martino Francesco, Di Martino Salvatore-Torino
Quarto premio –Anna Lisa Mangani Landi-Firenze
 Leggi il comunicato stampa qui.



CONCORSO DI PERTUSIO
Al concorso hanno partecipato 39 fischiettai più 6 scuole con un centinaio di fischietti oltre 300 circa realizzati dagli alunni
Primo premio - Mangani Anna Lisa Landi-Firenze
Secondo premio - Oddonetto Grazia –Cuorgnè To
Terzo premio 3° Liceo Scientifico Belfiore –Mantova
Menzionati-Bonotto Claudio-Nove,Giordano Rocco –Matera e Mimma Nicolosi-Torino.









domenica 17 ottobre 2010

Le Botteghe della Ceramica Sonora - I fischietti di Sciacca (Agrigento) – Giovanni Fisco e Vincenzo Arena

Con questo post inauguriamo una nuova rubrica dal titolo "Le Botteghe della Ceramica Sonora". A differenza della rubrica "Racconti e Suoni di Terra" - che i lettori del blog già conoscono e che riguarda gli artigiani tradizionali - si tratterà di una serie di interviste ad artisti che hanno saputo reinventare e rinnovare questa tradizione dei fischietti in terracotta.

Buona lettura!

Bisogna riconoscere che il momento scelto era stato infelice: è domenica mattina quando cerchiamo Giovanni Fisco e Vincenzo Arena per chiedere loro di parlarci dei fischietti e delle ceramiche di Sciacca. Così troviamo le loro botteghe chiuse, così come buona parte di quelle del centro storico. Per fortuna ci vengono incontro la grande ospitalità e gentilezza di questi artigiani: contattati telefonicamente, entrambi accettano di buon grado di incontrarci e di aprire apposta per noi la loro bottega. E c’è di più: fattasi ora di pranzo tra una chiacchiera e l’altra, Giovanni non esita a invitarci a casa sua per continuare a discutere davanti a un piatto di pasta con i pistacchi.

Dopo avere parlato nei precedenti post di Caltagirone e delle sue ceramiche fischianti, ci sembra doveroso soffermarci anche su un altro importante centro produttivo della Sicilia, come Sciacca (Agrigento). Lo facciamo ancora una volta dando voce ad alcuni degli artigiani più bravi ed apprezzati dagli amanti dei fischietti in terracotta, come sono appunto Arena e Fisco.

Sciacca e la sua antichissima tradizione nella lavorazione della terracotta
Una delle prime cose che Giovanni Fisco ci spiega è che ci troviamo in una terra che da secoli incrocia la sua storia con quella della lavorazione della creta.
“Io non sono uno studioso, ma dicono che la tradizione nella produzione di terracotta a Sciacca è anche precedente a quella di Caltagirone. Anche perché qui c’è il mare e gli arabi arrivarono prima, portando le loro tecniche e dando nuovo impulso all’attività artigianale.”
Ed in effetti nelle grotte del Monte Cronio – l’odierno Monte San Calogero - sono state ritrovate terrecotte risalenti al periodo di transizione fra l'età della pietra e quella del bronzo.
La città nasce probabilmente nel IV o V secolo a.c. durante la colonizzazione magno-greca della Sicilia. Era nota come Terme Selinuntine, in quanto utilizzata come centro termale dalla vicina Selinunte. Inoltre, già allora il centro era noto e apprezzato anche per le officine di vasai.

Poi nell'840 Sciacca venne occupato dagli Arabi, che dettero alla città il nome attuale e un nuovo impulso alla produzione figulina. E la produzione continuò anche sotto la dominazione Normanna, a partire dal 1087 e nei secoli successivi.
Dopo la II metà del '400 la ceramica di Sciacca era nota in tutta la Sicilia. Il prodotto più pregiato dei ceramisti saccensi erano le maioliche loro commissionate per ornare palazzi e chiese.
Dice con orgoglio Vincenzo Arena: “Sciacca fino al ‘700 era famosa per le piastrelle. Abbiamo pavimentato chiese di qualsiasi parte d’Italia!”

I fischietti tradizionali di Sciacca

Ovviamente non manchiamo di chiedere ai nostri artigiani della tradizione produttiva di fischietti a Sciacca. Ci spiega Arena che i fischietti erano già presenti a Sciacca nel XVIII secolo.
Sul fischietto tradizionale di Sciacca si hanno pochi riferimenti storici, perché nei 150 anni di interruzione della produzione tante informazioni si sono perse. Né ci sono libri e testimonianze sull’argomento, anche perché si trattava di oggetti poveri, che andavano nelle mani dei bambini, e poi magari cadevano a terra, si rompevano e venivano buttati. I pastori antichi, invece, ancora si trovano. Perché la gente se li conservava per fare il presepe. E poi magari si tramandavano di padre in figlio.
Sicuramente si ricorda che c’erano i fischietti del galletto e di alcune forme antropomorfe. Anticamente si facevano a Sciacca anche delle figure di santi, ma non sappiamo per certo se esisteva il santo a fischietto.

Da notare che a differenza di Caltagirone e di altri posti dove i fischietti li facevano tradizionalmente con lo stampino, da noi si modellavano tutti a mano, lo stampo non si conosceva”.

Oblio e riscoperta della ceramica

Come ci spiega Arena, questa tradizione produttiva così antica scomparì nel XVIII secolo per venire ripresa solo di recente.
“A Sciacca la produzione ceramica si interrompe nel tardo settecento e riprende a metà novecento, quindi c’è stata una interruzione di un secolo e mezzo.
Da quello che dicono gli storici la produzione è cessata a causa della concorrenza. Nonostante le produzioni pregiate, la concorrenza fece prevalere altri centri più attrezzati o che lavoravano meno sulla qualità.”

Nel 1940 la ceramica rifiorisce grazie al pittore e ceramista Calogero Curreri. E tra gli anni 60 e 70 una serie di artisti che si dedicano contemporaneamente alla ceramica, alla pittura ed alla scultura rilanciano ulteriormente la produzione. Oggi esistono nella città vecchia decine di botteghe che riprendono disegni e colori degli antichi maiolicari saccenti. Esiste anche un Istituto d’arte che forma nuove generazioni di ceramisti ed espone importanti reperti del passato.

Apprendistato e evoluzione stilistica di due artigiani

Chiediamo ai due artigiani di raccontarci dei loro esordi nel settore della ceramica e della loro evoluzione artistica.
Fisco: “Eravamo una famiglia di operai e l’unica persona che portava i soldini in casa era Papà. Quindi io ho fatto tutti i mestieri da piccolo: aiutavo a portare la croce in casa insomma.
Ho intrapreso il mestiere tramite mio fratello, che è pittore e ceramista, ed è stato anche insegnante all’Istituto d’Arte.
Ho iniziato facendo la produzione classica, ma a un certo punto ho detto basta. Dagli anni ‘80 ho iniziato a fare ceramica artistica. Tutti mi criticavano, e ancora oggi per molta gente io sono il folle della situazione, ma non mi interessava più quel tipo di ceramica, e ho dato un taglio netto.
Oggi credo di fare qualcosa di diverso da quello che fanno gli altri”.

Arena: “Mio Padre lavorava in campagna, mentre io mi sono formato lavorando presso un artigiano prima di aprire la mia bottega. Io sono del 1952, ed allora non c’era la legge sullo sfruttamento minorile: quindi all’età di 10-12 anni ero già in bottega.
Dal principale avevamo il forno a legna, dove ho imparato come si sistema la legna, come si inforna, come viene chiuso il forno, eccetera. Tutte cose che io ho immagazzinato e fanno parte della mia cultura di artigiano, anche se magari adesso il modo di lavorare è cambiato.
Ad esempio ho imparato anche come si fanno i lustri con il fumo, cosa che quasi nessuno sa più fare. Parlo non dei lustri metallici fatti con le sostanze chimiche che si comprano oggi, ma dei lustri veri e propri, quelli delle maioliche ispano-moresche. Quei riflessi si facevano appunto utilizzando i fumi in riduzione di temperatura. E così avviene che il verde rame diventa bronzo, o che il giallo diventa oro. E’ una tecnica che hanno inventato gli arabi. Oggi tutti parlano di fare il raku, ma secondo me nella nostra tradizione abbiamo delle tecniche di qualità superiore, come questa.
Oggi in un centro storico come questo non posso usare queste tecniche. Una volta ci ho provato e sono arrivati i vigili del fuoco, perché pensavano che stesse andando a fuoco tutto.

I fischietti moderni

Passando alla produzione di fischietti, bisogna dire che sia Arena che Fisco hanno il merito di avere coniugato tradizione e innovazione in una felice sintesi plastica.
Di eccezionale bellezza sono ad esempio i fischietti che troviamo nella bottega di Giovanni Fisco, che ci racconta: “Ora sono 20 anni che faccio fischietti. Me lo ha insegnato un vecchio figulo, che già allora era anziano ed adesso è morto. Come soggetti creo degli animali fantastici. Poi mi piace l’arte africana, per cui in alcuni pezzi mi sono ispirato alle maschere africane. Poi ovviamente riproduco dei soggetti classici siciliani come il galletto, gli animali, i santi.

Tutti i pezzi che vedi qui dentro sono fatti a mano. Quelli grandi sono fatti con sfoglie di creta: le accartoccio, compongo separatamente i vari elementi, e poi comincio a montarli. Un fischietto di queste dimensioni non lo puoi fare tutto in un pezzo. E’ la stessa tecnica che usiamo per vestire le statuette di creta: fai uno scheletro e poi lo vesti.
Nei miei pezzi grandi il fischietto è aggiunto con un pezzettino di creta a parte alla figura principale. In quelli piccoli invece il fischio è modellato direttamente con la figura.

I colori dei miei fischietti sono sempre molto vivaci perché la Sicilia è questa: da noi basta aprire la finestra per vedere questi colori!
Uso principalmente colori acrilici. Ho fatto varie prove, ne ho fatti anche a smalto con la seconda cottura. In altri uso un po’ di fissativo acrilico, che rende i pezzi lucidi come se fossero fatti a smalto, ma semi-lucidi, come fossero di cera.

Ci racconta invece Arena: “A fare i fischietti ho imparato da bambino osservando come li facevano gli altri. Non ho avuto un vero maestro, perché in fondo l’artigiano deve “rubare il mestiere” al maestro, nel senso che spesso il principale non ha interesse a insegnare i suoi segreti agli altri.
I soggetti che realizzavo io erano tutti animaletti, come uccelli, foche, gattini, e così via.
Mentre tutti realizzavano un fischietto monotonale, io ero riuscito a fare anche delle ocarine a 5 note. Era una figura a forma di fico, un po’ rotondeggiante, in modo ottenere una cassa di risonanza e i 4 fori.
Un’altra specificità che a Sciacca facevo solo io era il fischietto ad acqua.
Li lasciavo in terracotta non decorata o li dipingevo con colori acrilici, senza seconda cottura.

I miei fischietti erano sempre modellati a mano. Da piccolo lavorando in bottega ho imparato a modellare ed a tirare fuori da un pezzetto di creta qualunque forma. A mio parere allora gli artigiani imparavano una grande gestualità, una manualità che ora si è persa. Il tipo di mercato ci porta ad abbandonare questo tipo di produzioni, oggi alla fine succede che gli artigiani fanno tutti le stesse cose.

La crisi della ceramica di Sciacca

Tutti e due gli artigiani ci raccontano di una situazione difficile per le botteghe di Sciacca, causa di una competizione spietata che troppo spesso va a discapito della qualità.
Fisco nota come ci sia un parallelismo tra la crisi della ceramica attuale e quella vissuta da Sciacca nel tardo ‘700: “La ragione che fece cessare la produzione in quell’epoca è la stessa che rischia farla scomparire ora: la concorrenza!
Oggi si sta facendo una ceramica di cattiva qualità. Se un piatto tu lo dai a 40 o 50 euro, non puoi fare una decorazione come si deve.
Io fortunatamente faccio ceramica artistica, quindi la mia clientela è diversa da quella di massa. Io più che il turista aspetto che venga il cliente con gusti un po’ particolari. Ma per il resto in giro le botteghe hanno quasi tutte le stesse cose, e questo perché c’è questa concorrenza.
Abbiamo un Istituto d’Arte dove si insegna la ceramica, ma bisogna dire che escono dei ragazzi che fanno sempre le stesse cose che fanno i vecchi. Il rinnovo non c’è stato insomma.

Anche Arena è dello stesso avviso: Con la crisi è nata una concorrenza spietata che va a discapito della qualità. E chi fa ceramica di qualità è destinato a chiudere.
Molti degli articoli che abbiamo nelle botteghe sono adatti al turista che si vuole portare via un oggettino. La ceramica non sarebbe questa, ma purtroppo il pezzo importante a volte capita di venderlo e a volte non capita.
Io mi sono impegnato per fare un prodotto di qualità, che ci rappresenti, ma inizio a chiedermi: ne vale la pena? Perché alla gente poco importa di avere un oggetto raffinato, preferisce risparmiare 5 euro. E lo stesso prodotto si può fare con minor tempo senza che la gente se ne accorga.
Il mercato della ceramica di Sciacca è troppo limitato. Le botteghe non possono sostenersi con 20 giorni di turismo l’anno. Bisognerebbe trovare nuove forme di fare impresa, per fare conoscere il nostro prodotto. Ad esempio si dovrebbero organizzare delle manifestazioni di settore serie, non legate a questioni di mero folclore.

Il declino della produzione dei fischetti

La crisi e la concorrenza al ribasso, non risparmiano neanche la produzione dei fischietti.
Fisco ci spiega: “di fischietti ne faccio qualcuno per i collezionisti, ma non se ne vendono poi tanti”.

Arena ha addirittura deciso di sospendere la produzione di ceramica sonora, tanto che nella sua bottega non troviamo neanche un fischietto. Fortunatamente, ci confida che è sua intenzione riprendere la produzione, realizzando un prodotto innovativo.
“15 anni fa gli artigiani di Sciacca che facevano fischietti in maniera più professionale erano 3-4. Ma poi il collezionismo ha spinto molti artigiani a produrne anche loro. Magari ne facevano di meno costosi e di qualità inferiore, perché ovviamente per abbassare i costi qualche cosa devi togliere. A un certo punto successe che a molti turisti sembravano troppe 5.000 lire di allora per un fischietto, e allora ho capito che non era più il caso di continuare a farne, ed ho smesso del tutto.
C’è un mercato di qualità per i cultori, ma è di nicchia, non fa la differenza. Oggi i fischietti li fanno un po’ tutti, e se ne trovano di bassissima qualità. Io penso che il prodotto non deve essere così: il souvenir in se non ha più senso, ne abbiamo le case piene e dopo un po’ li buttiamo via.

L’intenzione è quella di tornare a fare i fischietti, di farne una serie diversa da quelli che facevo prima. Mi sono messo in testa di fare delle ocarine a 7 note. Non è detto che riesca, perché è una cosa da maestri. Però ci vorrei provare. Saranno colorati con una seconda cottura, usando tecniche particolari. L’intenzione c’è ma io ho tante nuove intenzioni. Poi spesso mi manca il tempo però”

L’ultima domanda che rivolgiamo ai due artigiani è se hanno un erede pronto a prendere il testimone della loro produzione. Rispondono con un pizzico di amarezza di non avere apprendisti o figli che hanno intrapreso la loro stessa professione.

Fisco: “Mi dispiace, ma la bottega rischia di chiudere quando io mi ritirerò dall’attività. Mi piacerebbe molto insegnare il mestiere a un ragazzo e portare avanti questo discorso. Solo che i giovani appena mettono piede dentro al negozio ti chiedono: quanto mi dai? Peccano di presunzione questi ragazzi, non ci si può discutere. Non cercano un Mastro per imparare. Cercano il guadagno immediato, e non hanno nessuna voglia di rinnovare la ceramica.
Però ultimamente c’è un ragazzo che mi ha chiesto di poter imparare la tecnica dei fischietti, e col mio aiuto sta facendo qualcosa”.

Arena: “Ho 2 figlie femmine, nessuna delle quali si occupa di ceramica. Una si sta laureando in lettere classiche e l’altra ha iniziato ingegneria. Mi dispiace, ma la ceramica la faranno gli altri”.

NOTE

Le foto dei fischietti - pubblicate per gentile concessione di Paolo Loforti - rappresentano nell'ordine pezzi di G. Fisco (pesce), V. Arena (pesce palla) G. Fisco (animale fantastico, maschera asfricana, uccello), V. Arena (pesce-uccello), G. Fisco (3 maschere africane) .

I testi sono di Massimiliano Trulli (massitrulli@gmail.com). Vietata la riproduzione.

Le informazioni storiche sono ricavate dal volume “Le città della ceramica – maioliche e porcellane in Italia, Touring Club Italiano in collaborazione con l’Ass. Italiana Città della Ceramica, 2001

giovedì 7 ottobre 2010

Fiera dei fischietti a Moncalieri - Torino


FIERA DEI FISCHIETTI

Il 17 ottobre 2010 a Moncalieri (Torino) -



La "Fera dij Subièt" venne istituita nel 1286 da Amedeo V° di Savoia per premiare i suoi sudditi. Vi erano bancarelle colme di beni per i popolani che venivano a far provvista per l' inverno, giochi, balli e soprattutto i famosi subièt (fischietti) di terracotta con cui si improvvisavano concerti all' arrivo del re e della sua corte.

Tutto continuò nei secoli fino al 1865 quando Torino dovette abbandonare il ruolo di capitale del Regno d'Italia e Moncalieri cessò di essere la residenza estiva dei Savoia. Scoppiarono tumulti ed i subièt suonarono in segno di disapprovazione e protesta.

Con il trascorrere degli anni la fiera diminuì di importanza e poi non fu più organizzata, rimasero però nella memoria popolare e nella tradizione di Moncalieri i subièt di terracotta.

Nel 1997 la Pro Loco decise di far rivivere la tradizione della fiera in concomitanza con l'esposizione straordinaria di fischietti allestita dal Circolo Saturnio, che ospita il museo del fischietto con una raccolta di circa 1000 esemplari di ogni foggia, colore e materiale provenienti da vari paesi del mondo e di varie epoche.

Una giornata di festa allestita nel centro storico, una fiera con costumi d'epoca e la partecipazione di gruppi storici che fanno rivivere l'atmosfera della corte sabauda nel 1700 e 1800. E' prevista inoltre l'esibizione della Filarmonina di Moncalieri e la partecipazione di auto storiche.

Durante la giornata potremo assistere alla premiazione del IX concorso nazionale "Sculture sonore" Nino Fiumara e partecipare alla distribuzione del Gran Risotto al cavolfiore di Moncalieri.

Nel pomeriggio il centro storico vedrà l'esibizione dei gruppi storici a cura del Circolo Culturale Saturnio e l'allestimento di un piccolo laboratorio curato da artigiani per la realizzazione dei fischietti da parte dei bambini.

A termine della giornata consegna di un riconoscimento agli equipaggi delle auto storiche.

Fonte della notizia: torino.mondodelgusto.it - link qui.

venerdì 16 luglio 2010

Un saluto a Totò Cardello

Totò Cardello con il Maestro Mario Judici
Ieri, 15 luglio, se n’è andato Totò Cardello. Mancherà molto a chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e lo ricorda come una persona generosa, colta, ironica, dai modi sempre garbati.

Sicuramente Totò rimarrà nel cuore di tanti artigiani e appassionati di ceramica sonora. In oltre 20 anni aveva contribuito come pochi altri alla riscoperta e al rilancio di questa forma d’espressione. Si trattava peraltro di un impegno volontario e disinteressato, dettato esclusivamente dalla sua grande passione per la cultura popolare della Sicilia e non solo.
Per questo proviamo per lui particolare affetto e gratitudine, per averci condotto – con gioia – nel mondo poetico dei fischietti.

Dal 1988 al 2003 Totò è stato il principale animatore delle 14 edizioni della Rassegna dei fischietti in terracotta di Caltagirone
, una delle prime iniziative culturali organizzate in Italia sul tema della ceramica sonora.
Sempre grazie al suo impegno e alla sua passione sono stati realizzati 4 numeri di Sibilus, pubblicazione specializzata che costituisce uno dei principali testi di riferimento per i cultori dei fischietti.

Ci piace ricordare Totò con le sue stesse parole, riportando di seguito il testo introduttivo all’ultimo Sibilus, in cui Totò tracciava un bilancio delle edizioni della Rassegna.

Grazie Totò.

Associazione Genius Loci


Sono trascorsi sedici anni dalla prima Rassegna calatina con la riscoperta dei vecchi, intramontabili “frischitti”, le terrecotte a fiato dei nostri progenitori, tenutasi sul finire di marzo ed i primi giorni di aprile in occasione delle festività pasquali del 1988, nei locali allora freschi di restauro di Palazzo Libertini di S. Marco, “sutta ‘a vota ‘o Viscu”.

Sembra ieri, ma quasi un ventennio è passato: ed è già tempo di consuntivi.
Torniamo a distanza di sette anni con “Sibilus 4” a tentare un bilancio dalle voci più varie ma parimenti significative, con grandi soddisfazioni per quello che in questi anni abbiamo seminato e raccolto ma anche con imprevisti e difficoltosi rallentamenti per le aspettative non raggiunte.

Prima fra tutte l’auspicata realizzazione di un Museo dove poter, stabilmente, esporre gli oltre quattromila reperti della dotazione dell’A.A.S.T. di Caltagirone, frutto di questi anni di dedizione e graditissimo dono di tanti amici vicini e lontani sparsi per tutta la penisola e, perfino, all’estero; rinomate piccole sculture sonanti appositamente realizzate per la nostra collezione e che, con gli anni, sono anche diventati patrimonio della nostra collettività, testamento e ricordo di lontane e tradizionali ricorrenze pasquali che stavano fra la festa dei Miracoli e quella dell’Addolorata ai Cappuccini, con le vecchie, colorate, indimenticabili bancarelle che esponevano i tanto desiderati fischietti della nostra infanzia.

Forse – e non ce lo auguriamo – per ragioni di forza maggiore, la presente pubblicazione potrebbe rivelarsi la conclusiva, come amare rimangono le assenze degli anni recenti in cui non è stato possibile essere presenti con l’annuale appuntamento primaverile.
Pertanto, tentare un consuntivo in queste pagine diventa anche un obbligo morale nei confronti delle nuove generazioni, che potrebbero a diritto rimproverarci per quello che si poteva fare ma che non è stato fatto.

Anni formidabili quelli che abbiamo recentemente vissuto, arricchiti da tante esperienze e nuove amicizie, e che hanno finora consentito la pubblicazione di “Sibilus” ma – come tutte le cose di questo mondo – segnati anche da traumatici e definitivi distacchi per tanti amici che ormnai appartengono solo ai ricordi.
Peppino De Fazio, il primo ceramista incontrato a Grottaglie nel lontano 1990, Mario Giani (Clizia), artista e galantuomo di vecchio stampo, Renata Frison Zanello, prematuramente scomparsa nel luglio del 2001 e le pagine che seguono cercheranno anche di “dare durata all’impossibile durata della vita”, come significativamente si sono espressi Serena e Roberto Zanello nel ricordo della loro cara congiunta.

Pagine per tornare a descrivere la ripresa di un cammino interrotto nel precedente numero al 1996, con il resoconto di ben altre sei rassegne e dei suoi tanti protagonisti.

Infatti, è a partire dal 1997 che, grazie agli originali allestimenti progettati e curati dagli arch. Luigi Belvedere e Stefania Piffero e realizzati dalla falegnameria Giuseppe Cannella & F., quella che finora era stata una semplice esposizione annuale di circa cinquecento fischietti diventa – con l’apprezzamento di migliaia di visitatori – una Mostra d’arte popolare unica nel suo genere mentre la pubblicazione di “Sibilus”, con i suoi fondamentali contenuti scientifici, contribuisce a incrementare le conoscenze antropologiche sul mondo variopinto dei fischietti, divenendo cenacolo e punto d’incontro tra i diversi cultori, studiosi e ricercatori delle ceramiche popolari a fiato. (…)

“Ci saranno sempre i tuoi fischietti che con il loro suono a volte stridulo ridaranno gioia e tranquillità…E quando qualche cosa non ti va a genio fischia forte forte”. Queste frasi ho ritrovato in un libro regalatomi da Jenny peril compleanno di 10 anni fa. A lei, a Ciccio, compagno delle prime gite fuori porta alla ricerca di sempre nuovi esemplari, a Salvo, già esperto conoscitore di stili, tipologie, p’rovenienze ed artisti di fischietti, a Maria Antonietta che pazientemente mi ha supportato e sopportato in questa particolare “sindrome da Peter Pan” un grazie di cuore.

Salvatore Cardello 2004

Un post con una intervista a Salvatore Cardello è stata pubblicata su questo sito

http://geniuslocimatera.blogspot.com/2009/11/caltagirone-e-i-fischietti-della.html

giovedì 1 luglio 2010

Mostra di arte postale a favore di Haiti - Spazio Libero - Matera

Mostra di arte postale ed asta silenziosa

“Uno scarabocchio per Haiti”

SPAZIO LIBERO Viale Aldo Moro, 33 - MATERA

1 Luglio 2010 – 31 Luglio 2010



A partire da oggi 1 Luglio e fino al 31 Luglio 2010 presso Spazio Libero a Matera in Viale Aldo Moro, 33 saranno in mostra 150 cartoline artistiche arrivate dall’Italia e da diverse parti del mondo (Grecia, Romania, Canada, Stati Uniti, Filippine, Svizzera, Serbia). Gli artisti (aderendo all’invito dell’Associazione Culturale Genius Loci diramata via internet) hanno creato delle opere in miniatura aventi le dimensioni della cartolina e realizzate con diverse tecniche: collage, acquarello, penna e pennarelli, matita, altre tecniche artistiche nonché cartoline realizzate in stoffa dall’artista Teresa Gai.

I lavori sono stati creati sia da artisti che utilizzano la mail art come tecnica privilegiata e sono conosciuti a livello internazionale – che da bambini ed adulti che si sono cimentati per la prima volta con questa forma d’arte per prendere parte attivamente a questo evento di Mail-art dove la generosità è sempre d’obbligo: ogni piccola opera è grande per l’anima che contiene e viene lasciata ad altri con sentita partecipazione e fraternità. Ecco cosa scrive Beatrice Toscano, operatrice presso un centro di Agno (Svizzera) nella lettera allegata alle cartoline realizzate nel centro in cui lavora come art counselor:

"Egregi signori, ho visto il vostro annuncio "A doodle for Haiti" su Facebook ed ho deciso di proporre agli utenti del centro diurno dove lavoro di preparare alcuni scarabocchi. Con tanto piacere vi invio gli scarabocchi che abbiamo fatto sperando di poter contribuire anche noi ad un piccolo aiuto per Haiti. Trovo l'iniziativa meravigliosa perchè dà la possibilità di partecipare anche a chi per svariati motivi non ha possibilità di partecipare in altro modo. Un grazie di cuore a chi ha avuto l'idea ed a chi l'ha attuata"

Lo scopo della mostra e dell’asta delle cartoline è quello di raccogliere fondi da inviare ad Haiti. Il progetto ha preso l’avvio il 22 Maggio con la Giornata dello Scarabocchio, organizzata dal I Circolo Didattico P. G. Minozzi e dall’Ass. Culturale Genius Loci. In tale occasione sono stati raccolti, ed inviati all’Unicef per l’emergenza Haiti, 600 euro.


(Disegni realizzati durante la Giornata dello Scarabocchio)

Presso Spazio Libero, oltre ad partecipare all'asta per aggiudicarsi una cartolina d'artista, sarà possibile ricevere una cartolina da "scarabocchiare" ed inviare ai propri amici o parenti donando un solo euro e poter ripetere così la bellissima esperienza della Giornata dello Scarabocchio.

(cartolina da scarabocchiare ed inviare)


Spazio Libero ha messo a disposizione “la sua casa” nel mese di Luglio per continuare questa maratona della solidarietà a favore di Haiti. La mostra di arte postale pro-Haiti si snoda attraverso un percorso espositivo tutto da scoprire: i rinomati arredi e complementi delle nove imprese materane che hanno dato vita al Consorzio.

Orari di apertura : Lunedì ore 16,00 - 20,00

Da Martedì a venerdì: ore 9,00 - 20,00

Sabato ore 9,00 - 13,00

www.spazioliberomatera.it

Telefono Verde: 800-180769


Per maggiori informazioni sulla mostra Ass. Genius Loci Matera 335.8185461

Le cartoline pervenute possono essere visionate sul sito dedicato all'evento:

www.accademiadelloscarabocchio.blogspot.com

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