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domenica 25 ottobre 2009

Un fischietto in terracotta in cambio di giocattoli usati!


IL BARATTO DEI GIOCATTOLI
UN FISCHIETTO DELLA TRADIZIONE MATERANA

IN CAMBIO DI GIOCATTOLI USATI,
A FAVORE DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA


Cari tutti, avete dei giochi in casa che non servono più ai vostri bambini ormai cresciuti?
I vostri bimbi ne hanno tantissimi e la vostra casa è stracolma?

Non buttate i giochi!

L’associazione Genius Loci di Matera mette a disposizione 50 CUCU’, i fischietti in terracotta che un tempo erano i giocattoli dei bimbi di Matera per un simpatico baratto.
Tutti coloro che invieranno giocattoli e libri riceveranno un fischietto in terracotta della tradizione materana realizzato da Festa Nicola e decorato da Piero Colapietro come quello in foto.





I giochattoli devono essere inviati o portati personalmente al seguente indirizzo:

Associazione Culturale Genius Loci
C/O Casa Grotta del Casalnuovo
Rione Casalnuovo 308
Sasso Caveoso
75100 MATERA

Chi invia i giocattoli ed i libri ( o altro materiale utile alla scuola dell’Infanzia) riceverà apersonalmente o all'indirizzo indicato un fischietto bitonale in terracotta come quello in foto)

Quali giochi inviare? Tutti quelli adatti ai bambini di 2 – 5 anni ed in particolar modo : costruzioni – bambole – cucine e attrezzi da cucina in miniatura – libri cartonati per angolo lettura – fattorie -…….. la lista sarebbe davvero lunga…. importante è che i giochi siano adatti alla fascia d’età di 3-5 anni. Inoltre, non si accettano armi o giochi che inneggiano alla guerra ed alla lotta, non si accettano giochi pericolosi.

Per approfondimento clicca qui.

martedì 20 ottobre 2009

Una visita al Museo dei Fischietti di Massignano

E’ una bella storia quella che ci racconta Marino Mecozzi, Sindaco di Massignano. E’ la storia di un paese sulle colline marchigiane che conta poco più di 1.600 anime, e che come tanti dei nostri piccoli centri rischiava di andare incontro ad un impoverimento della sua vita sociale e culturale. Massignano ha però trovato la forza di reagire e scongiurare il possibile declino. E se questo è vero, parte del merito va anche…ai fischietti in terracotta!

Marino inizia il suo racconto da quando, 5 anni fa, è stato eletto sindaco per la prima volta. In quegli anni erano molti per il paese i segnali di crisi: l’unico bar aveva già chiuso, e anche ufficio postale e scuola rischiavano di fare un’analoga fine. Dopo essersi interrogato a lungo su come rilanciare Massignano, il Sindaco ebbe l’intuizione che per dare ai concittadini una scossa, un segnale che le cose dovevano e potevano cambiare, bisognava ripartire dalle tradizioni locali. E la produzione di fischietti, pipe e utensili in terracotta è un pezzo importante della storia e identità locale di Massignano, un tempo noto come ù paese dè cuccià (il paese dei vasai).

Per lo meno dalla seconda metà del XIX° secolo quella della terracotta è stata infatti una industria fiorente a Massignano. Si trattava di decine di botteghe a conduzione familiare che rifornivano i mercati di una ampia area delle Marche e dell’Abruzzo. Lo testimonia inequivocabilmente anche la toponomastica di vie e località come “borgo Vasai”, o “contrada Cocciari”. Dal dopoguerra c’è stato un declino di queste attività artigianali, e le ultime botteghe hanno chiuso già da qualche decennio.

Così si è fatta strada l’idea di un museo che contribuisse a valorizzare il territorio e a far nascere l’interesse verso Massignano anche a livello culturale e turistico.
Inizialmente non sono mancati gli ostacoli, come la limitatezza delle risorse, la difficoltà di raccogliere i pezzi, ma anche l'iniziale scetticismo di una parte del paese - forse disilluso rispetto alla capacità della politica di gestire processi di reale cambiamento e sviluppo della comunità. Ci è voluta insomma parecchia testardaggine da parte del Sindaco e di chi sin dall'inizio ha creduto nel Museo, ma a conti fatti si è trattato di una scommessa vinta.
Alla fine anche la cittadinanza ha aderito con entusiasmo: la collezione del museo è stata messa insieme grazie ad una sorta di “sottoscrizione popolare”: i cittadini si sono infatti mobilitati ed hanno messo a disposizione i pezzi “di famiglia” che ciascuno di loro custodiva gelosamente in casa.

Anche molti collezionisti ed appassionati della ceramica sonora hanno accolto con entusiasmo il progetto del Museo, sostenendolo, arricchendolo con una serie di prestiti e donazioni, e partecipando numerosi alla sua inaugurazione avvenuta a luglio 2008. Tra gli altri erano presenti rappresentanti delle associazioni Anemos e di Genius Loci di Matera. Il Sindaco parla con gratitudine di queste persone, che per lui sono diventate dei veri e propri amici. Ricorda anche come ancora oggi grandi e piccoli collezionisti che visitano il museo portano spesso in dono uno o più fischietti, per contribuire a rendere la collezione sempre più ricca ed interessante.

Oggi il Museo civico dei fischietti, delle pipe e delle terracotte di Massignano è una piccola ma affascinante realtà, visitata ogni anno da numerosi appassionati e da molte scolaresche. La raccolta è divisa in due sezioni: la prima è dedicata alla terracotta popolare, ed ospita recipienti e stoviglie in terracotta caratteristiche dell'artigianato massignanese; la seconda è dedicata ai fischietti – provenienti non solo dalle Marche ma da numerose regioni italiane – e alle sorprendenti pipe – una peculiarità della produzione locale.

Per valorizzare il Museo, ogni anno a luglio si tiene una rassegna che vede la partecipazione di appassionati ed artisti provenienti da tutta Italia.
Un contributo importante lo da anche l'associazione Massignano Ceramica, che da oltre 20 anni continua il suo lavoro per mantenere viva la tradizione artigianale, riprendendo e dando continuità – anche se a livello amatoriale – a quello che un tempo era il mestiere della terracotta.

Il Paese ed il suo Sindaco non si accontentano di questi primi successi: il progetto è quello di trovare spazi più ampi ed adeguati ad ospitare una collezione alla quale ormai sta stretta la pur suggestiva sede ricavata all'interno del Comune.

Al di là del suo bel Museo, Massignano è oggi un paese che si è rimesso in moto ed è in via di rilancio. La chiusura dei servizi è per ora scongiurata; la popolazione è in lieve aumento, scuola e ufficio postale sono ancora attive. Due giovani hanno ripreso in gestione il bar, e pur di tenere aperta la macelleria il Sindaco ha convinto il calzolaio a cimentarsi in questo nuovo mestiere.
La cittadinanza sembra avere premiato l'impegno di Marino Mecozzi, rieleggendolo con una maggioranza amplissima per il secondo mandato.

Se doveste passare da quelle parti vi consigliamo caldamente di non farvi sfuggire una visita a Massignano, per vedere il suo museo e godere della squisita ospitalità dei suoi cittadini. E se accettate il nostro consiglio…magari contribuite anche voi ad arricchire la collezione donando un fischietto!

Lo studio più completo (ma purtroppo esaurito) sulla locale tradizione artigianale è quello di Vito Giovannelli, Fischietti in terracotta di Ripatransone e Massignano, Editrice Italica, Pescara – Sibilus, Caltagirone 2000.
Interessanti informazioni sono reperibili anche nello studio disponibile presso il Museo: Maria Laureti (curatrice), Le cocce. Dalla tradizionale attività dei vasai massignanesi ad oggi, Amministrazione Comunale ed Associazine Massignano Ceramica, Massignano 2005.
Esempi di locali manufatti in terracotta sono visibili anche presso il museo parrocchiale di Massignano.

domenica 18 ottobre 2009

Parte l'anno creativo dell'Associazione Genius Loci


PARTE IL NOSTRO ANNO CREATIVO!

Eccoci a voi con le nostre prime proposte laboratoriali. Vi sono laboratori per adulti, per bambini, per formatori, laboratori gratuiti ed a pagamento, laboratori che durano poche ore e che prevedono percorsi più lunghi! E questi sono solo i primi in programma! Tornate a visitare queste pagine per aggiornamenti .... e per ogni richiesta di informazioni ulteriori non esitate a contattarci!


I laboratori si terranno presso la nostra sede in Rione Pianelle, 30 (Sasso Caveoso - nei pressi di Piazza San Pietro Caveoso) a Matera

e-mail: geniuslocimatera@libero.it



Laboratori gratuiti
La partecipazione ai corsi gratuiti è subordinata al versamento della QUOTA ASSOCIATIVA per l’anno 2009/2010 che dà diritto al rilascio della tessera annuale (euro 10,00 per gli adulti ed euro 5,00 per i bambini fino a 12 anni di età)
Con la tessera annuale è possibile prendere parte a TUTTI i laboratori gratuiti nonchè agli altri corsi in programma.


OTTOBRE:
Scarabocchio zen. Corso base Condotto da Tina Festa.
Per adulti e bambini a partire da 10 anni. Max 10 persone
Sabato 31 Ottobre ore 16,30 - 18,30

Scadenza adesioni 30 ottobre.

NOVEMBRE
Corso base con realizzazione e scambio delle ATC (Artist Trading Cards)
Martedì 24 Novembre
ore 16,30 – 18,30
Per adulti e ragazzi a partire dai 15 anni di età. Max 10 persone
Scadenza Adesioni 22 Novembre

Per informazioni: Tina Festa tel 335.8185461

e-mail: geniuslocimatera@libero.it


DICEMBRE:
Laboratorio della carta. Condotto da Maria Bruna Festa.
Domenica 13 Dicembre Ore 17,00 - 19,00
Prenotazione obbligatoria entro il 9 dicembre 2009
Realizzazione di cartoline augurali e fogli, con aggiunta di fiori e foglie secche.
E' necessario portare con sè il seguente materiale:
Grucce di ferro - Calze collant da donna - Fiori e foglie secche

Per informazioni e prenotazioni: Maria Bruna Festa tel. 338.1555660





CORSO DI REALIZZAZIONE DI FISCHIETTI IN TERRACOTTA (Tecnica Base)
Laboratorio condotto da Piero Colapietro.


In un unico incontro di tre ore
sarà possibile apprendere la tecnica base per realizzare i fischietti in terracotta.
Ecco le prime date per il laboratorio dedicato ai fischietti:

Sabato 14 Novembre ore 15,30 - 18,30

Sabato 28 Novembre ore 15,30 - 18,30

Programma: la ceramica, aspetti tecnologici di base.

Costruzione del fischietto monotonale - costruzione del fischietto bitonale e politonale - costruzione del fischietto ad acqua.


Il corso è rivolto a tutte le persone a partire dai 15 anni di età.

Costo del laboratorio 25,00 (+ euro 10,00 di quota Associativa per l'anno 2009-10) Per informazioni ed iscrizioni: Piero Colapietro 333.7126287


Omaggio a Munari III Edizione
(Febbraio – Maggio 2010)

Anche quest’anno l’Ass. Genius Loci organizza corsi per l'apprendimento di tecniche di didattica delle arti con l' utilizzo dell'argilla, ispirate al metodo "Giocare con l'arte" di Munari.
Nel 2010 saranno avviati due corsi.
Oltre al corso intensivo che si tiene nell'ultima settimana di agosto sarà possibile frequentare il seguente corso a partire dal mese di febbraio 2010 che prevede un incontro mensile, per 4 mesi consecutivi.

Il corso “Omaggio a Munari” è rivolto ad adulti (docenti, ceramisti, atelieristi e a quanti siano interessati) ed è a numero chiuso.
Max 8 partecipanti
Per la terza edizione del corso sono previsti 4 incontri domenicali della durata di 6 ore ognuno, per un totale di 24 ore.
Primo appuntamento
Domenica 7 Febbraio 2010
Domenica 7 marzo - Seconda Lezione
Domenica 25 aprile - Terza lezione
Domenica 23 maggio - quarta ed ultima lezione

Orario 9:30-12:30 e 15,30-18,30
(L’orario di inizio e fine delle attività può essere modificato in base alle esigenze dei partecipanti)
Al termine del seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Posti disponibili 8
Le iscrizioni al Corso verranno accolte entro il 31/01/2010 .
La quota individuale di partecipazione al corso è di € 200,00 e comprende anche la quota associativa per l'anno 2009-10

Per maggiori dettagli Scarica qui il pieghevole
e qui la scheda di adesione

Mini-stage Scarabocchi zen - Data da definirsi

Un intero week-end per apprendere le tecniche relative a questo originale metodo di "scarabocchiare con consapevolezza". Lo stage dà la possibilità di apprendere l'intero metodo degli "scarabocchi zen" creato da Tina Festa per poter utilizzare lo stesso in scuole, associazioni, atelier, etc.
max 5 partecipanti

Durata 10 ore

sabato 16,00- 17,00
e domenica 10,00 - 13,00 15,00- 18,00 € 125,00 (+ euro 10,00 quota associativa annuale)
Alla fine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Programma:

1. Tecnica base: I mille colori del nero

2. Il nero incontra il rosso

3. Scarabocchiare con tutti i colori

4. Scarabocchiare su materiali diversi

5. Lo scarabocchio zen nella didattica delle arti
.


Da Marzo 2010

Corso di Ceramica Libera

condotto da Maria Bruna Festa

A partire da Marzo 2010 Martedì e giovedi Ore 17,00 -19,00 Il corso denominato “Ceramica Libera” dà la possibilità ad ogni allievo di sperimentare liberamente le tecniche ceramiche che gli interessano con la guida e supervisione della ceramista Maria Bruna Festa.
In un incontro preliminare con il docente sarà possibile creare un percorso personalizzato da portare avanti nel corso delle lezioni.


E’ possibile apprendere le seguenti tecniche:

Tecniche di foggiatura ( pollice, colombino, lastra, bassorilievo, tutto tondo)
Tecniche di formatura: stampi in gesso Tecniche di smaltatura (immersione, aspersione e pennello)
Tecniche di decorazione (uso degli engobbi, graffito, metodo maiolica)

Tecniche di cottura e riduzione (raku, forno carta, bucchero) *

Tecnica del terzo fuoco e oro zecchino*


Costo lezione singola: € 15,00 ( + euro 10,00 per quota Associativa anno 2009-10) Abbonamento 5 lezioni € 70,00 (+ euro 10,00 per quota Associativa anno 2009-10) Abbonamento 10 lezioni € 130,00 (+ euro 10,00 per quota Associativa anno 2009-10)

* Per tali tecniche le lezioni ed i costi sono da concordarsi a parte.


per informazioni: Maria Bruna Festa cell. 338.1555660
mail: mariabruna.festa@gmail.com


NOTE ORGANIZZATIVE:

La partecipazione ai corsi è subordinata al versamento della QUOTA ASSOCIATIVA di euro 10,00 per l’anno 2009/2010 che dà diritto al rilascio della tessera annuale.
La quota di partecipazione ai laboratori comprende i materiali ed uso delle attrezzature.
Si consiglia abbigliamento comodo.
Gli abbonamenti si pagano in anticipo e sono nominali.
La quota versata a titolo di anticipo verrà rimborsata solo in caso di non attivazione del laboratorio. Nel caso di ritiro o di assenza del corsista, non è prevista la restituzione di quanto versato.
A tutti verrà rilasciata regolare ricevuta.
La partecipazione ai laboratori gratuiti è rivolta ai soci regolarmente iscritti.

giovedì 15 ottobre 2009

Corso di ceramica Raku a Matera

Corsi di ceramica raku

a Matera

A partire da sabato 17 ottobre '09


Presso la nostra sede nel cuore dei Sassi proponiamo una serie di attività condotte dalla ceramista Maria Bruna Festa rivolte a principianti , amatori e hobbisti che vogliono sperimentare tecniche ceramiche tradizionali ed innovative.

Il primo dei corsi che si attiva, condotto da Maria Bruna Festa, è dedicato alla CERAMICA RAKU.


Il corso di ceramica raku si terrà in due fine settimana non consecutivi.

Nel 1° fine settimana -sabato e domenica- dopo una breve introduzione teorica sulla tecnica e sui materiali, si realizzeranno manufatti con tecniche di formatura tradizionale:pollice, colombino, lastra.

Nel 2° fine settimana si affronterà, con teoria e pratica, la preparazione degli smalti e le fasi di cottura.

Scarica qui il programma completo.


Il primo corso dedicato alla ceramica Raku avrà luogo nei seguenti week-ends:

17-18 ottobre e 31 ott-1 Novembre 2009

ATTENZIONE: vi sono solo due ultimi posti disponibili.

Per maggiori informazioni contattare Maria Bruna Festa cell. 338.1555660

domenica 27 settembre 2009

Ritornano gli Scarabocchi a Rutigliano


Ricomincia un nuovo anno ed a breve ritorneremo a voi con tantissime proposte per un anno all'insegna della creatività.

Intanto ecco la nostra prima proposta.

Un buon anno pieno di creatività e pace a tutti!


LO SCARABOCCHIO ZEN



DOPPIO APPUNTAMENTO,
A RUTIGLIANO

SABATO 10 OTTOBRE 2009

Laboratorio di libera espressione creativa.

CONDOTTO da TINA FESTA


Il laboratorio è rivolto a tutti, giovani, anziani, grandi, e piccini a partire da 10 anni.

Nel pomeriggio di sabato sarà possibile frequentare i seguenti laboratori:
ORE 16.00 – 18.00 LEZIONE BASE: scarabocchiare con il nero
ORE 18.00 – 20.00 II LIVELLO: scarabocchiare con il rosso e nero.

OBIETTIVO:
Non è necessaria nessuna competenza in campo artistico: L’obiettivo del laboratorio è quello di scoprire che la creatività è in ognuno di noi!

INFORMAZIONI:

LUOGO: Studio d’arte Moccia Via Gioberti – Rutigliano (BA)

Prenotazioni da far pervenire a Vito Moccia Tel 349 4958369

Tariffe di partecipazione:
Adulti €. 10,00 a persona
Adulto ed un bambino €. 16,00
Per gli adulti che parteciperanno ad entrambi i laboratori il costo sarà di €. 18,00


In foto scarabocchio zen di Margaret Store-Roche
http://waterblossoms.blogspot.com/

sabato 12 settembre 2009

Memorie di terra: FELICE RICCI ultimo cocciaro di Vetralla

Memorie e suoni di Terra

conversazioni con i Maestri costruttori di ceramiche sonore



Quello che pubblichiamo di seguito è il primo di una serie di serie di approfondimenti sui Maestri artigiani costruttori di fischietti del presente e del passato. Il nostro obiettivo è quello di dare un piccolo contributo alla conservazione di memorie e testimonianze preziose per la nostra cultura: quelle dei maestri che hanno vissuto in prima persona la fase tradizionale della produzione di fischietti; artigiani depositari di una tradizione secolare che fino a pochi decenni fa preparavano da soli – e con grande fatica - materie prime come creta e colori, usavano forni alimentati a legna, e magari provvedevano direttamente anche alla vendita dei loro manufatti, girando con i loro banchetti feste patronali e mercati.

Per questa ragione ci concentreremo maggiormente su quegli artigiani che
abbiano un collegamento diretto con una produzione di tipo tradizionale, e questo a prescindere dalla loro notorietà, dalle loro quotazioni di mercato e dalla loro raffinatezza formale. La fonte principale di questo lavoro di ricerca sarà costituita da interviste realizzate con gli artigiani viventi, ma anche con le persone che sono state vicine ai maestri scomparsi, e che magari da loro hanno appreso le tecniche di produzione. Non trascureremo naturalmente le altre fonti, tutte le volte che queste saranno reperibili.
In questo viaggio – che attraverserà tutte le regioni italiane dove esiste una tradizione di produzione di ceramica sonora – cercheremo di approfondire aspetti come le “dinastie” di Maestri figuli dei vari centri di produzione; le tecniche per modellare, cuocere, colorare i pezzi; i soggetti dei fischietti tra continuità e inventiva del singolo artigiano; il “mercato” dei manufatti e la sua evoluzione e così via. I pezzi saranno curati, insieme all’Associazione Genius Loci, da
Massimiliano Trulli - di Triggiano (Bari) - ricercatore esperto di servizi sociali per professione, ed appassionato di ceramiche sonore nel tempo libero. Arrivederci alla prossima tappa del viaggio. Ci auguriamo che vi appassioni!


MEMORIE E SUONI DI TERRA

conv
ersazioni con i Maestri costruttori di ceramiche sonore

FELICE RICCI (CHECCO LALLO)
ultimo cocciaro di Vetralla




La Pro Loco di Vetralla ci aveva assicurato che non ci sarebbe stato difficile trovare Felice Ricci, l’ultimo “cocciaro” – ovvero artigiano della terracotta e dei fischietti - rimasto in paese. Ci sarebbe bastato arrivare al centro e chiedere di lui, o meglio ancora di “Checco Lallo” - il soprannome con il quale tutti lo conoscono in questo paese del viterbese. E di fatti lo troviamo se nza alcuno sforzo, convincendolo a parlarci del suo mestiere ed a mostrarci il suo a dir poco sorprendente laboratorio, costituito da una grotta scavata nel tufo. Non è una esagerazione dire che entrare nella bottega di Checco Lallo significa fare un salto indietro nel tempo. Se non fosse per alcuni flebili indizi di modernità aggiunti negli ultimi decenni – come le fioche lampadine che illuminano gli ambienti, o il forno elettrico – si potrebbe tranquillamente trattare di una bottega di 100 o anche 2 00 anni fa, o della ricostruzione di un antico laboratorio di ceramica fatta a scopo dimostrativo da un museo di arti e tradizioni popolari. Gli ambienti scavati nel tufo, il tornio di legno a pedale, i tre forni alimentati a legna, sono tutte testimonianze preziose di un mestiere tramandato di generazione in generazione attenendosi a tecniche e metodi produttivi rigidamente tradizionali.

La storia di Vetralla si intreccia da secoli con la produzione della terracotta. Ampiamente documentata dal locale museo è la produzione medievale. Soggetti e tipo di decorazione delle ceramiche vetrallesi presentano comunque un’accentuata omogeneità stilistica con la produzione dei centri dell’Alto Lazio (Tuscania, Viterbo, Vasanello, Sutri), ma anche di Toscana e Umbria (Ficulle). A Vetralla le botteghe – in realtà grotte scavate nel tufo - si concentravano su via dei Pilari, la strada che porta dal centro del paese alla contrada Mazzocc hio. All’interno delle grotte si depurava l’argilla, la si modellava, la si cuoceva nei forni a legna. La materia prima era invece ricavata dalle cave del vicino Monte Panese. I produttori di terracotta erano designati come “cocciari”, ma anche “pignattari”, o ancora “pilari” - da cui prende appunto origine il nome della via delle botteghe. Tra le più note famiglie di artigiani della terracotta ricordiamo - oltre ai Ricci - anche i Paolocci, i Gambellini, i Pistella. La loro presenza è documentata a Vetralla per lo meno dalla metà del secolo XIX.[2]
I produttori di terracotta continuavano ad essere numerosi a Vetralla fino alla metà del novecento. Ricci ricorda che quando lui era giovane ce n’erano attive almeno 14. “Prima della guerra saranno state pure di più. Di qui fino in fondo alla strada erano tutte grotte, mica c’era qualche bottega fabbricata con i mattoni! E facevano tutte questo mestiere. La mia famiglia aveva tre botteghe. E poi c’erano i Paolocci, i Pistella…Tutte famiglie che ce se campava”. La tradizione vetrallese voleva che i diversi artigiani o le diverse botteghe fossero designate con altrettanti soprannomi (“Qui si va tutti a soprannomi. Checco Lallo, Scimmia, Lecca Lume, Cicche Ciocce, Sorca...”). In particolare Checco Lallo è il soprannome che designa l’intera famiglia Ricci. Il soprannome prende origine da Ilario, nonno di Felice, ed ha identificat o anche il papà Francesco e il fratello Angelo. Checco Lallo ci racconta di un mestiere fatto con passione ma anche molto duro: “Io non lo augurerei ai giovani d’oggi di fare un mestiere come era qui 100-200 anni fa, ai tempi di mio Nonno, o di quando io ero piccoletto, 80 anni fa. Si soffriva il freddo, il caldo, l’umidità; bisognava andare a scavare la terra con piccone e pala, portarla col somaro, pulirla e impastarla a mano, sorvegliare il fuoco una notte e una giornata intera. Mica come adesso, che si trova tutto pronto: forno elettrico, creta, vernici… Ora che cambia il tempo e fino a maggio è dura lavorare con l’umidità. E di estate era anche peggio, perché di inverno almeno accendi il forno per riscaldare”. Per quanto riguarda i fischietti, Ricci ricorda che si trattava di una produzione economicamente marginale della bottega. Erano venduti prevalentemente ai bambini durante le fiere e i mercati di paese.

Ma il reddito principale proveniva dalla vendita dei “cocci” da cucina: stoviglie, recipienti per la conservazione di bevande e alimenti, tegami da fuoco. In entrambi i casi – fischietti e altro tipo di prodotti - erano le stesse famiglie degli artigiani ad occuparsi della vendita. “Ognuno andava a un paese: chi Viterbo, chi Sutri, Monterosi, Civitavecchia, Monte Romano: tutte le fiere e i mercati che si facevano una volta a settimana. Si andava via con il carretto e toccava starci giù un giorno e una notte”. Alla base di questo sistema di distribuzione e commercializzazione, prevalentemente circoscritto all’area della Tuscia laziale, vi era una distribuzione delle aree di competenza tra le diverse famiglie di produttori.[3] La tipologia di soggetti dei fischietti era piuttosto limitata e comune a tutte le botteghe.“Avevano la forma degli animali: c’era la vacca, c’era i somarelli, il cavalluccio e il cavaliere sopra. I fischietti erano quelli. Le forme erano sempre quelle, cambiava solo la mano a seconda delle diverse botteghe. Lo stesso per piatti, bicchieri, vasi, pignatte: chi le faceva più panciute, chi con la bocca più grande chi più piccola, ma la forma era sempre quella”. La particolare qualità di creta ricavata dal monte Panese – piuttosto scura – e il suo rivestimento di cristallina, conferisce alle terracotte di Vetralla un colore che le ha valso il nome di “ceramica rossa”. La cottura avveniva in due fasi: una prima per ricavare il prodotto grezzo ed una seconda – a temperatura più alta - per fissare la vernice trasparente detta cristallina.

Il forno bisognava farlo andare mezza nottata e una giornata per la prima cottura. Poi con la cristallina, per fonderla tutta, ci volevano 8, 9 ore, o anche 10. Pian piano devi far salire la temperatura. 8 ore di sicuro, perché devi raggiungere una certa temperatura, sinnò la cristallina non viene: o a legna o a gas, o a elettricità la temperatura deve essere comunque quella”. La colorazione si limitava a decorazioni gialle e verdi – piuttosto scarne o persino assenti sui fischietti, a volte più elaborate sui pezzi di maggiori dimensioni. Si trattava dei colori più facilmente disponibili e ricavabili dagli stessi artigiani con l’uso dei materiali locali. “Il giallo era ricavato da antimonio e terra bianca, un impasto che facevamo noi a mano. Il verde veniva dalla ramina, che ci procuravamo da chi faceva il rame. Facendo gli oggetti di rame usciva fuori lo scarto fine. Si metteva a mollo, si passava, e si faceva il colore. Poi si passava la vernice chiamata la cristallina. Prima facevamo tutto noi. Ora i barattoli sono belli e fatti, come questi”. A Vetralla ed in altri centri laziali ed umbri (Tuscania, Ficulle, Bagnoregio, ecc) era presente anche un diverso tipo di decorazione, caratterizzato da macchie color bruno o manganese. I motivi decorativi di Vetralla rappresentano tradizionalmente soggetti floreali, con alcune variazioni sul tema che caratterizzavano la produzione delle diverse botteghe. Le decorazioni a foglia di ulivo caratterizzavano ad esempio le botteghe dei Ricci e dei Gambellini, mentre i diversi rami della famiglia Paolocci rappresentavano in alcuni casi le rose, in altri ancora l’ulivo, ma anche margherite e quadrifoglio.[4] “Sulla ceramica si fanno ornamenti differenti: animali, fusti...Qui ci si facevano le foglie e i fiori, questi sono i disegni più conosciuti di Vetralla”. Ricorda ancora Ricci: “A quel tempo nelle famiglie che lavoravano la terracotta davano tutti una mano a fa: moglie, figli, marito, cugini, nipoti”. I lavoranti della bottega erano quasi tutti famigliari del capofamiglia, ed ognuno aveva un suo compito preciso all’interno di una sorta di gerarchia produttiva: spesso ai giovani venivano affidati i compiti dello scavo e della raccolta della creta, o il lavoro di prima “sgrossatura” dei pezzi in seguito rifiniti da capofamiglia ed artigiani più esperti. Alle donne spettava di solito il lavoro di decorazione.

Checco Lallo, c
he ha ormai superato la soglia degli 80 anni, ha smesso di lavorare la terracotta. Con lui è cessata la produzione dell’ultima grotta-laboratorio di Vetralla. L’artigiano ne parla non senza una punta di rammarico: “Sono 4 anni che non faccio più niente. Ho smesso come hanno fatto tutti. Se vi fate una passeggiata per via dei Pilari vedete tutto chiuso. E’ finito tutto e tutto abbandonato. Ora ci sono cose fatte a macchina, più rifinite, con terra migliore. E’ un mestiere finito, come il fabbro, o i tessitori che facevano i vestiti con la canapa. Anche quei mestieri sono finiti: ci sono le macchine”.

Per fortuna è possibile vedere ancora oggi alcuni splendidi pezzi di Ricci – fischietti e non solo - esposti al Museo del Territorio di Vetralla, insieme ad alcuni utensili della bottega, compresa la carriola usata per il trasporto della creta. Sul sito web http://www.musei-lazio.it/canonica-vetralla/ è visibile un video di Checco Lallo all’opera nella sua bottega.

Alcune belle immagini della bottega e delle opere di Checco Lallo sono invece visibili sul calendario a lui dedicato, sulla pagina http://www.ghaleb.it/calendario2007/calendario_2007.htm.





[1] Elisabetta De Minicis (cur.), Museo della Città e del Territorio, Vetralla – la sezione Ceramica, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2005

[2] E. De Minicis, op. cit.
[3] Luciano Marziano, “La Ceramica di Vetralla”, in D’A, rivista trimestrale di artigianato ed arti decorative, Anno XIX N° 1 (71), Gen/Mar 2008

[4] E. De Dominicis, op. cit.


Fonti foto
proprietà Massimiliano Trulli tranne le seguenti:
n. 4 - http://www.antichitera.it
n. 7 - http://www.elegantetruria.com

venerdì 11 settembre 2009

Di terra e d'arte: Le terre di Vito Moccia

DI TERRA E D'ARTE
LE TERRE DI VITO MOCCIA

CAMPI SALENTINA
12-17 Settembre 2009


Interprete di un arte povera ma estremamente significativa che a Rutigliano ha radici antiche e consolidate: la creazione di fischietti antropomorfi.
Vito Moccia trasmette alla sua produzione tutto il genuino afetto per la sua terra, gli usi i costumi, i momenti di vita colti nella caratteristica quotidianità paesana. Una proposta, la sua, decisamente diversa dalla tradizionale produzione 'fischiettara' locale poichè si indirizza su personaggi umili, quelli che ogni giorno 'colorano' con la loro vivace presenza le bianche viuzze del borgo medioevale di Rutigliano. Fischietti realizzati interamente a Mano e prodotti in numero limitatissimo di copie.
www.mocciaterrecotte.it

domenica 6 settembre 2009

12 settembre: giornata senza sacchetti di plastica!


Porta la Sporta!

Liberiamoci dai sacchetti di plastica

di Paola Zanca
05 Settembre 2009

Fonte Articolo: link



Dovrebbe diventare una buona abitudine quotidiana, ma per ora cominciamo a farne a meno almeno per un giorno. Giusto per vedere l'effetto che fa. Sabato 12 settembre è la prima giornata internazionale senza sacchetti di plastica. Porta la sporta, è il nome della campagna organizzata dall'associazione Comuni Virtuosi insieme a MCS, Marine Conservation Society, una società inglese no profit che si occupa della tutela dell'ecosistema marino.

Già, perchè buste e sacchetti non sono solo un danno immediato per l'ambiente e uno spreco di risorse energetiche, visto che sono derivati dal petrolio, ma attraverso gli scarichi e i corsi d'acqua si trasformano in devastanti assassini per gli organismi che vivono nei mari e negli oceani.

L'International Plastic Bag Free Day è alla sua prima edizione, ma nel mondo sono già diverse le iniziative a sostegno della lotta allo spreco di plastica. Una catena di supermercati americani, ad esempio, ha indetto un concorso per la creazione di borse riutilizzabili di design, mentre in Gran Bretagna si sta costruendo una rete delle Città libere dalle buste di plastica. Per chi ha dimestichezza con ago e filo, è nato addirittura un movimento di “guerrilla” sociale: si chiama Morsbags, e in poche mosse vi spiega come costruirvi la vostra borsa per la spesa rigorosamente ecologica.

Obiettivo della campagna italiana è soprattutto quello di convincere gli amministratori locali a impegnarsi attivamente, mettendo in pratica strumenti di dissuasione dall'uso di buste, che potrebbero arrivare fino alla messa al bando degli odiati sacchetti: finora a Porta la sporta hanno aderito le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche ed Emilia Romagna, e soprattutto moltissimi sindaci di piccoli Comuni, dove cominciare a cambiare stile di vita dovrebbe essere più facile.

Dall'inizio dell'anno, nel mondo, di sacchetti e bustine ne abbiamo consumati già più di 335 miliardi: in pratica, un milione al minuto. A chi non fosse abbastanza sconvolto da queste cifre, chiediamo di rispondere alla domanda di Porta la sporta: «Perchè usare per pochi minuti un oggetto che può durare cento anni?»


Link Utili:
www.portalasporta.it
www.nonsprecare.it
www.penisolabella.it
www.morsbags.com
www.comunivirtuosi.org

venerdì 21 agosto 2009

Per Bacco ..quanti bei fischietti!

FISCHIETTI per BACCO!!!


Quella inaugurata alcuni giorni fà a San Giorgio Scarampi (AT) è una mostra da non perdere: è un'omaggio a Bacco dio di luce e socialità e ai figuli "poeti sognatori" che da millenni continuano a modellare nei sentieri della tradizione verso le indefinite e complesse luci dell'innovazione.

I fischietti in terracotta, ricorda Armando Scuto nel catalogo dedicato alla mostra e realizzato dalla Scarampi Foundation, sono nati per caso da una sapiente amalgama di terra, acqua, fuoco ed aria ed hanno racchiuso, nei millenni che hanno provveduto al rito della loro fabbricazione, le molteplici valenze di oggetto d'uso comune, scaramantico, ludici, apotropaici, rituali, magici e, sempre plasmati dalla sapiente mano dell'uomo, un immaginario degno non solamente di essere guardato, ma toccato, accarezzato, portato alla bocca per ottenerne con un semplice soffio un fischio, perfetta imitazione del canto degli uccelli.

Questo nuovo linguaggio è stato capace di avvicin
are l'uomo alla natuta e di stabilirne un indissolubile legame, segno tangibile della sua presenza sulla terra.

Soffio magico, soffio vitale, ha accompagnato l'avventura dell'uomo dalle origini fino ad oggi, racchiudendo in sè lo spirito creativo del suo genio costruttore.


Legati alla civiltà contadina, pastorale e montana definitivamente abbabdonata e alla relazione con l'are religiosa, in un percorso di maturazione della stessa civiltà che liaveva creati, assunsero quasi esclusivamente il ruolo di giocattoli presenti su bancarelle delle fiere paesane e per secoli sono stati oggetto di desiderio di bambini.



La mostra è aperta fino al 23 settembre 2009. Luogo della mostra è l'Oratorio dell'Immacolata in Via Brofferio 10, San Giorgio Scarampi - Asti

Le foto dell'articolo nell'ordine si riferiscono a: La Copertina del Catalogo della mostra "Bacco ed i suoni dell'anima - Fischietto in terracotta di Onofrio Chieco - Fischietto di Fuga Mariano - Fischietto di Federico Bonaldi - Fischietto di Mangani Lisa - Fischietto di Serghej Birdan - Sono state gentilmente concesse da Armando Scuto





Approfondimento:
I collezionisti di ceramiche sonore
Armando Scuto


Armando Scuto, medico umanista vive a Cuneo e dedica gran parte del tempo libero alla ricerca ed allo studio delle varie espressioni artistiche legate alla tradizione popolare. In modo particolare si dedica al collezionismo di fischietti in terracotta in una ricerca storica ed antropologica del ruolo che un soggetto così povero e semplice ricopre nella storia delle tradizioni popolari di tutto il mondo. La sua è una collezione internazionale che comprende parecchie migliaia di esemplari che spaziano per continenti e civiltà in un lasso di tempo di almeno cinque millenni. Un "cuore di terra" che pulsa innanzi a qualsisasi espressione di tradizione popolare.
Ogni fischietto, costruito a stampo o interamente modellato a mano, egli sostiene essere un'opera che racchiude in sè poesia ed arte espresse dal genio costruttore con il complesso e millenario linguaggio della terra; graffiti di storia delle civiltà, fotogrammi di emozioni, tessere di cultura dei popoli che parlano della Dea Madre.
Armando Scuto è stato cofondatore di Anemos, associazione nata con lo scopo di riceracre, studiare e promuovere le ceramiche a fiato nel mondo e di cui ricopre il ruolo di Presidente. Autore di numerosi testi e realtore di conferenze sulle ceramiche sonanti, A. Scuto attualmente e alla ricerca di una possibile fruibilità del fischietto in terracotta nel designer di ogetti di uso quotidiano come un ritorno arcaico al forte valore protettivo all'interno delle mura domestiche.

Le informazioni presenti in questo articolo sono liberamente tratte dal Catalogo della mostra "Bacco ed i suoni dell'anima - Volumetto pubblicato dalla Scarampi Foundation .

venerdì 14 agosto 2009

Bacco e i suoni dell'anima: mostra di terrecotte sonanti



BACCO E I SUONI DELL'ANIMA


Mostra di terrecotte sonanti
15 agosto '09 - 23 settembre '09

Oratorio dell' Immacolata
San Giorgio Scarampi (Asti)


Si inaugura domani 15 agosto 2009 alle ore 17.00 la mostra "Bacco e i suoni dell'anima" dedicata a fischietti in terracotta aventi come tema Bacco, la vendemmia ed il vino.

La mostra è allestita presso l'Oratorio dell'Immacolata nel minuscolo paesino di
San Giorgio Scarampi (AT) abbarbicato sull'alta langa astigiana, a 650 s.l.m. luogo in cui il paesaggio è incontaminato, le case e muri sono in pietra e la poca gente rimasta vive in un tranquillo isolamento dal mondo.
Sarà possibile ammirare 160 ceramiche a fiato appartenenti ai collezionisti A. Scuto, F. Ferraro e G. Valente
(Museo dei cuchi di Cesuna)
I fischietti in ceramica in mostra sono rappresentativi di tutte le regioni italiane.

La mostra sarà aperta fino al 23 settembre 2009.


La mostra è promossa dall'Associazione per l’arte, la cultura e la musica in terra di Langa "Scarampi Foundation"

Per indicazioni sul luogo e sull'ente promotore dell'evento:
www.scarampifoundation.it

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